Piùlibripiùliberi2016:Sono tutte storie… anche quelle raccontate dal Self Publishing!

20161210_104627Sono tutte storie“… lo slogan scelto in questa edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria che si è tenuta come ogni anno a Roma, e mai come oggi si può affermare che davvero sono tutte storie, anche quelle che raccontano gli autori che si auto pubblicano. Dove avere per lungo tempo ignorato il fenomeno del Self Publishing, l’editoria tradizionale non può più continuare a eludere quello che per molti potrebbe rappresentare un serio problema, visto che gli autori self publisher hanno lentamente eroso quote di mercato , andando a intaccare gli già esigui guadagni dei piccoli e medi editori tradizionali. Si è dunque deciso di dare un piccolo spazio a questa tematica, con un approfondimento dal titolo: Il mercato del Self Publishing in Italia. Durante il quale è stata presentata la prima indagine nazionale sul fenomeno del Self Publishing.

L’incontro è stato moderato da Cristina Mussinelli, mentre  i dati dell’indagine condotta dall’ Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori, sono stati presentati da Giovanni Peresson. All’incontro hanno partecipato Vittorio Anastasia (Ediciclo), Lorenzo Fabbri (Ilmiolibro.it), e l’autrice Rita Carla Francesca monticelli, che ho avuto modo di intervistare in occasione della mia ricerca sul Self Publishing.

20161210_121534Dall’incontro, anche se molto interessante, ma troppo breve per sondare tutte le tematiche che ruotano intorno al variegato mondo del Self Publishing, sono emersi aspetti interessanti, soprattutto riguardo al rapporto tra autori self ed editori tradizionali. Innanzitutto una sorta di diffidenza che si avverte velatamente e a volte più apertamente, da entrambe le parti. Se infatti una buona parte degli autori indipendenti non mira affatto al sogno di un contratto editoriale e anzi ci tiene a sottolineare che l’indipendenza vuole mantenerla per gestire tutte le fasi del processo di produzione e pubblicazione della propria opera, dall’altro alcuni editori continuano ad avere con gli autori self un rapporto ambiguo, dato che dichiarano di vederlo come fumo negli occhi, ne sottolineano la scarsa, anzi pessima qualità, ma al tempo stesso si rivolgono al grande bacino degli scrittori che pubblicano attraverso il Self Publishing proprio per svolgere attività di scouting!

Un rapporto di odio-amore, dunque. Ma il Self Publishing  viene snobbato non solo dall’editoria tradizionale, ma dagli stessi lettori, che nutrono forti pregiudizi nei confronti delle opere auto pubblicate. Il problema della scarsa qualità è forse il tema più discusso di questo fenomeno in forte crescita, i numeri parlano chiaro, e noi di SELFPQ16  ne abbiamo ampiamente parlato durante l’evento che si è tenuto a giugno nella sede della FUIS.

I dati raccolti dall’indagine mostrano chiaramente quanto sia cresciuto il mercato digitale degli ebook, soprattutto con l’avvento di Amazon e il suo KDP, dedicato proprio agli autori che si auto pubblicano. Peccato che la ricerca in questione non possa prendere in considerazione proprio di dati del colosso americano, che non fornisce alcun tipo di riscontro a riguardo. Si parla di titoli che hanno un ISBN e una stima dei titoli pubblicati senza il codice e quindi si può comprendere di come il dato sia approssimativo, ma nonostante ciò è evidente la rivoluzione che hanno apportato gli autori indipendenti nel mercato editoriale.

Altra cosa da evidenziare è che tale fenomeno ha comunque creato delle nuove professionalità e dato una spinta in avanti al settore. Pensiamo a tutte le piattaforme di auto pubblicazione che hanno dato la possibilità agli autori di far circolare le proprie opere, praticamente a costo zero, visto che in alcuni casi, anche il codice ISBN viene attribuito gratuitamente. Ora tali spazi virtuali offrono ulteriori servizi aggiuntivi (a pagamento) che possono essere un valido ausilio a chi non ha delle competenze tecniche approfondite o a chi vuole anche sottoporre la propria opera a un editing approfondito e completo.

Attraverso l’indagine si è anche tentato di dare una sistematizzazione dei generi e la poesia e la narrativa sembrano prevalere, dando un’aspetto ancora di tipo “intimistico” ai contenuti auto pubblicati. Nei sottogeneri i romanzi rosa e la fantascienza regnano indisturbati nel mercato degli ebook del Kindle Store.

Peresson illustra anche la categorizzazione che viene fatta riguardo ai diversi modelli nell’ambito del fenomeno del Self Publishig e all’ibridazione che avviene tra loro e ne individua ben quattro: Modello autore Indie, Modello azienda di Servizio, Modello Amazon e Modello integrazione del business di filiera e afferma che è impossibile dare una stima esaustiva dell’andamento e del valore del mercato del Self Publishing in quanto non sono presenti i dati importantissimi che riguardano Amazon, gli autori indie e di altri numerosi canali di vendita e acquisto.

L’indagine si conclude con una riflessione molto pertinente che riguarda la prospettiva attraverso cui analizzare il Self Publishing: che tale fenomeno sia l’espressione di tendenze più profonde, a livello antropologico, che stanno rivoluzionando il modo di scrivere e di leggere?

A mio parere ritengo che tale osservazione sia giusta e che analizzare il fenomeno solo esteriormente non servirà a comprenderne fino in fondo l’importanza. Sta cambiando il nostro modo di approcciarci alla lettura, tramite i dispositivi che abbiamo oggi a disposizione, dato che sempre più utenti leggono attraverso e-reader, cellulari o tablet e al tempo stesso scriviamo in modo differente, anzi abbiamo riscoperto il piacere di scrivere: pubblichiamo contenuti sui social network, facciamo commenti, abbiamo un blog e infine ci cimentiamo come autori.

Il cambiamento verso la società networked è ormai completato. Siamo individui perennemente connessi in rete e attraverso reti sociali (network) comunichiamo. Inutile negare ciò che oramai è evidente e l’editoria è fortemente influenzata dal cambiamento sociale che deriva dalla tecnologia, anche se gli editori faticano ad accettare la realtà.

L’intervento di Lorenzo Fabbri in rappresentanza de ilmiolibro.it si è focalizzato sui concetti dell’accesso e della selezione. Il primo si riferisce al fatto che mediante la creazione delle piattaforme di auto pubblicazione tutti, o quasi, hanno la possibilità di accedere al mondo dell’editoria mettendo in circolazione la propria opera, spostando di fatto la selezione, che una volta avveniva a opera delle case editrici,  da monte a valle del processo produttivo. Quindi anche se è vero che l’overload dei contenuti di bassa qualità ha saturato il mercato editoriale, cresciuto a dismisura per l’assenza di  un filtro,  il successo di un libro viene comunque decretato alla fine dal lettore, che tramite il suo giudizio, effettuerà una selezione a valle. Importante è il rapporto diretto tra l’autore e il lettore, che la tecnologia ha reso possibile, attraverso soprattutto le piattaforme di social network.

Poi è la volta di Rita Carla Francesca Monticelli, che conosco  dai tempi del suo fortunato esordio con il romanzo di fantascienza Deserto Rosso, che si definisce auto editore. Durante il suo chiaro e puntuale intervento racconta la sua personale esperienza con il Self Publishing e di come per lei un autore è anche un editore, un imprenditore che crea il suo prodotto, lo distribuisce e lo pubblicizza. Perché certo, il libro sia in forma di ebook che in cartaceo, è pur sempre un prodotto, un prodotto dell’industria culturale che è sottoposto alle medesime norme di marketing del mercato. L’autrice ci tiene a sottolineare che il lettore va rispettato perché il suo tempo è prezioso, e quindi non si può, in nessun caso, mettere in circolazione prodotti di bassa qualità e soltanto con l’impegno e la serietà si possono creare contenuti degni di essere pubblicati. Anche se si è imprenditori di se stessi non si può fare tutto da soli e per questo motivo ci si avvale di figure professionali che contribuiscono a valorizzare la propria opera. Sono questi gli ingredienti del successo di Rita Carla: serietà, impegno, collaborazioni esterne e strategie promozionali a vario livello, che prevedono l’utilizzo di vari canali, dal blog ai social network.

L’evento di si è concluso con l’editore di Ediciclo, Vittorio Anastasia. Anche lui ammette di “monitorare” il web per cercare autori di valore che desiderano pubblicare in maniera tradizionale e asserisce che per il momento  il fenomeno del Self Publishing non rappresenta un problema. La loro attività si focalizza soprattutto nel rendere riconoscibile il proprio brand, attraverso strategie visive dirette a rendere omogenee e quindi riconoscibili le opere del proprio catalogo, che comunque hanno già una connotazione riguardo ai contenuti piuttosto particolare. Infatti una critica che l’editore rivolge agli autori emergenti è quella di non informarsi quale genere tratta la casa editrice prima di inviare  le proprie opere per una valutazione. Nel finale del suo intervento Vittorio Anastasia vuole sottolineare, il concetto espresso anche da Lorenzo Fabbri, e cioè che il Self Publishing è un fenomeno indisciplinato (non regolamentato) e che ci sono degli aspetti che dovranno essere affrontati soprattutto per quanto riguarda il trattamento fiscale che secondo lui non è chiaro… a questo dubbio rispondono in molti, facendo emergere la poca conoscenza che ancora esiste sul mondo degli autori indipendenti. Gli autori pagano le tasse… come tutti!

Durante questo interessante evento ho avuto modo di rivedere  Francesco Zampa, autore indipendente, anche lui intervistato in occasione della mia ricerca sul Self Publishing e relatore durante il SELFPQ16.

Anche Extravergine d’autore era presente all’evento.

20161210_101542 Ho girato in lungo e in largo per la fiera… la maggior parte dei libri è ancora cartacea, dato che i lettori sembrano ancora amare tanto il profumo della carta, ma sperimentano anche gli ebook e ho fatto una piacevole scoperta: Emons, libri&audiolibri. Mi sono fermata per curiosità e ho ascoltato un brano narrato da una famosa attrice italiana e mi sono riproposta di acquistare un audio libro, dato che questa potrebbe rappresentare uno dei futuri ambiti verso cui l’editoria digitale potrebbe felicemente espandersi. Poi ho immaginato uno dei miei racconti letti in un audio libro e la fantasia mi è piaciuta!

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Ci rivediamo l’anno futuro, dove spero verrà dato al Self Publishing uno spazio ancora maggiore…

 

 

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Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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Una risposta a Piùlibripiùliberi2016:Sono tutte storie… anche quelle raccontate dal Self Publishing!

  1. newwhitebear ha detto:

    è vero. Il mercato del self è in crescita,, forse disordinato almeno in Italia, mentre all’estero è più maturo. Sulla qualità? Ci sarebbe da discutere a lungo. Ho letto auto autopubblicati che presentano qualità che nell’editoria tradizionale manco si sognano. Troppi libri pubblicati da piccoli e medi editori fanno pena sia per i contenuti che per errori e impaginazione. Per contro molti libri self sono ben curati con pochi refusi. Io ho pubblicato sia su smashwords che su KDP, oltre al cartaceo di createspace. Posso dire per esperienza personale che non è stato facile. Pignoli nella cura dei dettagli, generosi nel fornire ISBN gratis, lasciandomi tutti i diritti. Certo qualche refuso mi è sfuggito ma correggerli e ripubblicare è stato facile.
    Se il grande editore snobba questo mercato, non so fino a quando, gli altri dovrebbero avvicinarsi con meno puzza sotto il naso

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