Recensione: LA BAMBINA CON IL VESTITO BLU

la_bambina_con_il_vestito_blu Formato: Formato Kindle

Dimensioni file: 1509 KB

  • Lunghezza stampa: 284
  • Utilizzo simultaneo di dispositivi: illimitato
  • Editore: iEffe (15 ottobre 2014)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano

Autore: Giulia Beyman

 

 

La vicenda di questo romanzo, ascrivibile al genere mistery, ruota essenzialmente intorno a due personaggi principali: Kelly Scott, artista famosa per le sue sculture in rame e Nora Cooper, titolare di una agenzia immobiliare. La vita della giovane Kelly verrà però sconvolta dalle conseguenze derivanti dalla sua decisione di ritornare nel luogo dove ha vissuto durante la sua infanzia e a cui è legato il traumatico ricordo dell’uccisione di sua madre. I destini delle due donne si intrecciano strettamente e la vita di Kelly, in costante pericolo, è involontariamente posta nelle mani di Nora.

Questa in sintesi la struttura narrativa su cui è costruita la storia. Ma vorrei tentare di fare un’analisi un po’ diversa, prendendo in esame l’elemento dello “straordinario” e il concetto di “dono”, i cardini su cui poggia la costruzione del personaggio di Nora. Si tratta di una sorta di fil rouge che ritroviamo anche in altri romanzi di Giulia Beyman.

Generalmente i racconti che integrano nella narrazione elementi fantastici, possono distinguersi per la diversa rappresentazione dello “straordinario” e soprattutto per la diversa modalità di accesso al mondo sovrannaturale da parte del protagonista. Il caso canonico è quello in cui l’incontro tra il mondo ordinario e quello sovrannaturale è del tutto traumatico e conflittuale e l’elemento “straordinario” viene caratterizzato come perturbante e di solito è un qualcosa esterno al protagonista, una espressione non umana contro la quale il protagonista ingaggia una battaglia per proteggere il mondo ordinario. Invece il racconto che vede protagonista Nora Cooper si basa su presupposti completamente diversi, che prevedono l’incarnazione dell’elemento fantastico in una qualità interna del personaggio. La protagonista viene infatti in contatto, in questo caso per una vicenda personale, con un “dono” che gli permette di colloquiare con le presenze paranormali e utilizzare questa sua qualità per restaurare un disequilibrio che si è prodotto nel mondo ordinario. Il concetto di “dono” si lega strettamente a quello di responsabilità, in quanto la protagonista si fa garante della sopravvivenza delle persone che in quel momento sono in pericolo e attraverso questo vantaggio cerca di proteggerle e sottrarle a un destino fatale.

In questo romanzo quindi l’elemento fantastico -il dono – è interno alla protagonista e rappresenta la possibilità di riparare a un errore o persino di preservare una vita. Tale elemento straordinario si oppone al mondo ordinario e quotidiano, e permette a Nora di affrontare delle questioni rimaste aperte, che possono essere risolte soltanto con quel dono, acquisito in un momento particolare della sua vita, qualcosa che è giunto inaspettato e con il quale la donna deve imparare a convivere.

Nell’economia della storia, pur rimanendo un punto cardine, il dono è relegato in una posizione marginale, in quanto l’autrice preferisce privilegiare l’approfondimento e la caratterizzazione dei personaggi.

Il background di Giulia Beyman influisce direttamente sulla sua scrittura, che richiama i plot narrativi delle sceneggiature televisive, con diverse linee narrative che si intrecciano le une con le altre dando corpo e realismo alla vicenda. Una di queste, quella sentimentale, viene utilizzata sia per caratterizzare maggiormente il fragile profilo psicologico di Kelly sia per risaltare lo spirito di sacrificio di Nora, che sembra voler rinunciare a una nuova storia sentimentale per dedicarsi totalmente alla sua famiglia e alla gestione del suo insospettabile “dono”, di cui nessuno è a conoscenza.

La narrazione fluida, alterna momenti di tensione con rassicuranti visioni della quotidianità della vita dei personaggi, immersi nel contesto di un’isola bella e piena di risorse naturali. L’ambiente descritto è saturo di colori e profumi (ricordo la descrizione particolareggiata dei fiori che coltiva Nora nel suo giardino) contrastano efficacemente con lo stato d’animo burrascoso di Kelly e il senso di profondo disagio che accompagna Nora nella scoperta di una verità rimasta sepolta per tantissimi anni.

Gli indizi vengono sapientemente disseminati lungo la storia, dando l’impressione che sarà facile arrivare a individuare il responsabile dell’omicidio, avvenuto anni prima, e dei continui tentativi di eliminare Kelly. Ma l’epilogo è a sorpresa.

Consiglio questo romanzo a chi ama l’ibridazione dei vari generi, a chi predilige le storie di crimini ma con un pizzico di mistero. Giulia Beyman ha saputo fidelizzare i suoi lettori dando a Nora Cooper la possibilità di diventare un personaggio “seriale” permettendole così di vivere nuove avventure. Può darsi che un giorno che queste storie si trasformino proprio in una serie televisiva!

 

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Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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Una risposta a Recensione: LA BAMBINA CON IL VESTITO BLU

  1. newwhitebear ha detto:

    una bella recensione. Credo che meriti l’acquisto.

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