Intervista SELFPQ16

In questa lunga intervista, rilasciata a Libroza, si parla di Margherita Melara e di me. Inoltre dell’attività di SELFPQ16 e della nostra Ricerca e dei nostri progetti futuri… naturalmente, soprattutto di Self Publishing!

 

Annunci
Pubblicato in Interviste | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 3 commenti

SELFPQ16: RICERCA SUL SELF PUBLISHING

ricerca_selfpublishing2

Quante volte vi sarete domandati, e mi rivolgo in particolari agli autori indipendenti, quali sono le dimensioni reali del fenomeno del Self Publishing? Amazon e tante altre piattaforme di auto pubblicazione sono sature di opere di autori emergenti, soprattutto auto pubblicati  ma nessuno mai è stato in grado di fornire numeri attendibili o un ordine di grandezza che potessero dare un’idea di quanto esteso sia in realtà il fenomeno.

Durante la fiera del libro, come ho raccontato nel recente articolo sull’edizione 2016 di Piùlipiùliberi, sono stati illustrati i dati di una ricerca che tentavano di inquadrare il Self Publishing, ma nonostante questo non si è riusciti, secondo me, a dare una risposta del tutto esaustiva. Tale ricerca è stata condotta sui numeri di ebook pubblicati con il codice ISBN e noi sappiamo benissimo che sul mercato si trovano un’infinità di opere che ne sono prive! quindi direi che il conto è stato fatto a spanne, senza contare che Amazon non fornisce alcun tipo di informazione sulle pubblicazioni e quindi tutto diventa più difficile.

Ci siamo detti, perché non raccogliere i dati direttamente alla fonte tramite un questionario diretto agli autori indipendenti?

Presto fatto!

Logo_nuovoSELFPQ16 in collaborazione con Extravergine d’autore, ha realizzato un Questionario per fare una ricerca approfondita sulle tematiche più rilevanti che ruotano intorno al mondo del Self Publishing.

Quale piattaforma viene utilizzata maggiormente dagli autori? che difficoltà si incontrano nella procedura di pubblicazione? E’ ancora utile la promozione online su Facebook? Conoscete la normativa sui diritti d’autore? e ancora… come mai avete scelto di auto pubblicarvi?

Questi gli argomenti a cui si tenta di dare una risposta. I dati verranno raccolti in forma extraverginedautoreanonima, verranno elaborati e poi presentati durante un evento che si terrà a Roma in una data ancora da definire. Pensiamo che questa ricerca può essere utile anche agli autori stessi per orientarsi in un ambiente in cui non è facile avere punti di riferimento.

Vi invito a partecipare e se possibile a darci una mano nella condivisione del questionario, perché se il panel di utenti è abbastanza esteso saremo in grado di fornire dati qualitativamente significativi. Cliccando sull’immagine potrete accedere al questionario e tramite la nostra pagina Facebook, condividere sui vostri profili o pagine autore.

Grazie ancora, ci vediamo a Roma!

Pubblicato in Self-publishing | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | 7 commenti

Piùlibripiùliberi2016:Sono tutte storie… anche quelle raccontate dal Self Publishing!

20161210_104627Sono tutte storie“… lo slogan scelto in questa edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria che si è tenuta come ogni anno a Roma, e mai come oggi si può affermare che davvero sono tutte storie, anche quelle che raccontano gli autori che si auto pubblicano. Dove avere per lungo tempo ignorato il fenomeno del Self Publishing, l’editoria tradizionale non può più continuare a eludere quello che per molti potrebbe rappresentare un serio problema, visto che gli autori self publisher hanno lentamente eroso quote di mercato , andando a intaccare gli già esigui guadagni dei piccoli e medi editori tradizionali. Si è dunque deciso di dare un piccolo spazio a questa tematica, con un approfondimento dal titolo: Il mercato del Self Publishing in Italia. Durante il quale è stata presentata la prima indagine nazionale sul fenomeno del Self Publishing.

L’incontro è stato moderato da Cristina Mussinelli, mentre  i dati dell’indagine condotta dall’ Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori, sono stati presentati da Giovanni Peresson. All’incontro hanno partecipato Vittorio Anastasia (Ediciclo), Lorenzo Fabbri (Ilmiolibro.it), e l’autrice Rita Carla Francesca monticelli, che ho avuto modo di intervistare in occasione della mia ricerca sul Self Publishing.

20161210_121534Dall’incontro, anche se molto interessante, ma troppo breve per sondare tutte le tematiche che ruotano intorno al variegato mondo del Self Publishing, sono emersi aspetti interessanti, soprattutto riguardo al rapporto tra autori self ed editori tradizionali. Innanzitutto una sorta di diffidenza che si avverte velatamente e a volte più apertamente, da entrambe le parti. Se infatti una buona parte degli autori indipendenti non mira affatto al sogno di un contratto editoriale e anzi ci tiene a sottolineare che l’indipendenza vuole mantenerla per gestire tutte le fasi del processo di produzione e pubblicazione della propria opera, dall’altro alcuni editori continuano ad avere con gli autori self un rapporto ambiguo, dato che dichiarano di vederlo come fumo negli occhi, ne sottolineano la scarsa, anzi pessima qualità, ma al tempo stesso si rivolgono al grande bacino degli scrittori che pubblicano attraverso il Self Publishing proprio per svolgere attività di scouting!

Un rapporto di odio-amore, dunque. Ma il Self Publishing  viene snobbato non solo dall’editoria tradizionale, ma dagli stessi lettori, che nutrono forti pregiudizi nei confronti delle opere auto pubblicate. Il problema della scarsa qualità è forse il tema più discusso di questo fenomeno in forte crescita, i numeri parlano chiaro, e noi di SELFPQ16  ne abbiamo ampiamente parlato durante l’evento che si è tenuto a giugno nella sede della FUIS.

I dati raccolti dall’indagine mostrano chiaramente quanto sia cresciuto il mercato digitale degli ebook, soprattutto con l’avvento di Amazon e il suo KDP, dedicato proprio agli autori che si auto pubblicano. Peccato che la ricerca in questione non possa prendere in considerazione proprio di dati del colosso americano, che non fornisce alcun tipo di riscontro a riguardo. Si parla di titoli che hanno un ISBN e una stima dei titoli pubblicati senza il codice e quindi si può comprendere di come il dato sia approssimativo, ma nonostante ciò è evidente la rivoluzione che hanno apportato gli autori indipendenti nel mercato editoriale.

Altra cosa da evidenziare è che tale fenomeno ha comunque creato delle nuove professionalità e dato una spinta in avanti al settore. Pensiamo a tutte le piattaforme di auto pubblicazione che hanno dato la possibilità agli autori di far circolare le proprie opere, praticamente a costo zero, visto che in alcuni casi, anche il codice ISBN viene attribuito gratuitamente. Ora tali spazi virtuali offrono ulteriori servizi aggiuntivi (a pagamento) che possono essere un valido ausilio a chi non ha delle competenze tecniche approfondite o a chi vuole anche sottoporre la propria opera a un editing approfondito e completo.

Attraverso l’indagine si è anche tentato di dare una sistematizzazione dei generi e la poesia e la narrativa sembrano prevalere, dando un’aspetto ancora di tipo “intimistico” ai contenuti auto pubblicati. Nei sottogeneri i romanzi rosa e la fantascienza regnano indisturbati nel mercato degli ebook del Kindle Store.

Peresson illustra anche la categorizzazione che viene fatta riguardo ai diversi modelli nell’ambito del fenomeno del Self Publishig e all’ibridazione che avviene tra loro e ne individua ben quattro: Modello autore Indie, Modello azienda di Servizio, Modello Amazon e Modello integrazione del business di filiera e afferma che è impossibile dare una stima esaustiva dell’andamento e del valore del mercato del Self Publishing in quanto non sono presenti i dati importantissimi che riguardano Amazon, gli autori indie e di altri numerosi canali di vendita e acquisto.

L’indagine si conclude con una riflessione molto pertinente che riguarda la prospettiva attraverso cui analizzare il Self Publishing: che tale fenomeno sia l’espressione di tendenze più profonde, a livello antropologico, che stanno rivoluzionando il modo di scrivere e di leggere?

A mio parere ritengo che tale osservazione sia giusta e che analizzare il fenomeno solo esteriormente non servirà a comprenderne fino in fondo l’importanza. Sta cambiando il nostro modo di approcciarci alla lettura, tramite i dispositivi che abbiamo oggi a disposizione, dato che sempre più utenti leggono attraverso e-reader, cellulari o tablet e al tempo stesso scriviamo in modo differente, anzi abbiamo riscoperto il piacere di scrivere: pubblichiamo contenuti sui social network, facciamo commenti, abbiamo un blog e infine ci cimentiamo come autori.

Il cambiamento verso la società networked è ormai completato. Siamo individui perennemente connessi in rete e attraverso reti sociali (network) comunichiamo. Inutile negare ciò che oramai è evidente e l’editoria è fortemente influenzata dal cambiamento sociale che deriva dalla tecnologia, anche se gli editori faticano ad accettare la realtà.

L’intervento di Lorenzo Fabbri in rappresentanza de ilmiolibro.it si è focalizzato sui concetti dell’accesso e della selezione. Il primo si riferisce al fatto che mediante la creazione delle piattaforme di auto pubblicazione tutti, o quasi, hanno la possibilità di accedere al mondo dell’editoria mettendo in circolazione la propria opera, spostando di fatto la selezione, che una volta avveniva a opera delle case editrici,  da monte a valle del processo produttivo. Quindi anche se è vero che l’overload dei contenuti di bassa qualità ha saturato il mercato editoriale, cresciuto a dismisura per l’assenza di  un filtro,  il successo di un libro viene comunque decretato alla fine dal lettore, che tramite il suo giudizio, effettuerà una selezione a valle. Importante è il rapporto diretto tra l’autore e il lettore, che la tecnologia ha reso possibile, attraverso soprattutto le piattaforme di social network.

Poi è la volta di Rita Carla Francesca Monticelli, che conosco  dai tempi del suo fortunato esordio con il romanzo di fantascienza Deserto Rosso, che si definisce auto editore. Durante il suo chiaro e puntuale intervento racconta la sua personale esperienza con il Self Publishing e di come per lei un autore è anche un editore, un imprenditore che crea il suo prodotto, lo distribuisce e lo pubblicizza. Perché certo, il libro sia in forma di ebook che in cartaceo, è pur sempre un prodotto, un prodotto dell’industria culturale che è sottoposto alle medesime norme di marketing del mercato. L’autrice ci tiene a sottolineare che il lettore va rispettato perché il suo tempo è prezioso, e quindi non si può, in nessun caso, mettere in circolazione prodotti di bassa qualità e soltanto con l’impegno e la serietà si possono creare contenuti degni di essere pubblicati. Anche se si è imprenditori di se stessi non si può fare tutto da soli e per questo motivo ci si avvale di figure professionali che contribuiscono a valorizzare la propria opera. Sono questi gli ingredienti del successo di Rita Carla: serietà, impegno, collaborazioni esterne e strategie promozionali a vario livello, che prevedono l’utilizzo di vari canali, dal blog ai social network.

L’evento di si è concluso con l’editore di Ediciclo, Vittorio Anastasia. Anche lui ammette di “monitorare” il web per cercare autori di valore che desiderano pubblicare in maniera tradizionale e asserisce che per il momento  il fenomeno del Self Publishing non rappresenta un problema. La loro attività si focalizza soprattutto nel rendere riconoscibile il proprio brand, attraverso strategie visive dirette a rendere omogenee e quindi riconoscibili le opere del proprio catalogo, che comunque hanno già una connotazione riguardo ai contenuti piuttosto particolare. Infatti una critica che l’editore rivolge agli autori emergenti è quella di non informarsi quale genere tratta la casa editrice prima di inviare  le proprie opere per una valutazione. Nel finale del suo intervento Vittorio Anastasia vuole sottolineare, il concetto espresso anche da Lorenzo Fabbri, e cioè che il Self Publishing è un fenomeno indisciplinato (non regolamentato) e che ci sono degli aspetti che dovranno essere affrontati soprattutto per quanto riguarda il trattamento fiscale che secondo lui non è chiaro… a questo dubbio rispondono in molti, facendo emergere la poca conoscenza che ancora esiste sul mondo degli autori indipendenti. Gli autori pagano le tasse… come tutti!

Durante questo interessante evento ho avuto modo di rivedere  Francesco Zampa, autore indipendente, anche lui intervistato in occasione della mia ricerca sul Self Publishing e relatore durante il SELFPQ16.

Anche Extravergine d’autore era presente all’evento.

20161210_101542 Ho girato in lungo e in largo per la fiera… la maggior parte dei libri è ancora cartacea, dato che i lettori sembrano ancora amare tanto il profumo della carta, ma sperimentano anche gli ebook e ho fatto una piacevole scoperta: Emons, libri&audiolibri. Mi sono fermata per curiosità e ho ascoltato un brano narrato da una famosa attrice italiana e mi sono riproposta di acquistare un audio libro, dato che questa potrebbe rappresentare uno dei futuri ambiti verso cui l’editoria digitale potrebbe felicemente espandersi. Poi ho immaginato uno dei miei racconti letti in un audio libro e la fantasia mi è piaciuta!

20161210_102331

Ci rivediamo l’anno futuro, dove spero verrà dato al Self Publishing uno spazio ancora maggiore…

 

 

Pubblicato in Articoli, Self-publishing | Contrassegnato , , , , , , , , , | 1 commento

Recensione: LA BAMBINA CON IL VESTITO BLU

la_bambina_con_il_vestito_blu Formato: Formato Kindle

Dimensioni file: 1509 KB

  • Lunghezza stampa: 284
  • Utilizzo simultaneo di dispositivi: illimitato
  • Editore: iEffe (15 ottobre 2014)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano

Autore: Giulia Beyman

 

 

La vicenda di questo romanzo, ascrivibile al genere mistery, ruota essenzialmente intorno a due personaggi principali: Kelly Scott, artista famosa per le sue sculture in rame e Nora Cooper, titolare di una agenzia immobiliare. La vita della giovane Kelly verrà però sconvolta dalle conseguenze derivanti dalla sua decisione di ritornare nel luogo dove ha vissuto durante la sua infanzia e a cui è legato il traumatico ricordo dell’uccisione di sua madre. I destini delle due donne si intrecciano strettamente e la vita di Kelly, in costante pericolo, è involontariamente posta nelle mani di Nora.

Questa in sintesi la struttura narrativa su cui è costruita la storia. Ma vorrei tentare di fare un’analisi un po’ diversa, prendendo in esame l’elemento dello “straordinario” e il concetto di “dono”, i cardini su cui poggia la costruzione del personaggio di Nora. Si tratta di una sorta di fil rouge che ritroviamo anche in altri romanzi di Giulia Beyman.

Generalmente i racconti che integrano nella narrazione elementi fantastici, possono distinguersi per la diversa rappresentazione dello “straordinario” e soprattutto per la diversa modalità di accesso al mondo sovrannaturale da parte del protagonista. Il caso canonico è quello in cui l’incontro tra il mondo ordinario e quello sovrannaturale è del tutto traumatico e conflittuale e l’elemento “straordinario” viene caratterizzato come perturbante e di solito è un qualcosa esterno al protagonista, una espressione non umana contro la quale il protagonista ingaggia una battaglia per proteggere il mondo ordinario. Invece il racconto che vede protagonista Nora Cooper si basa su presupposti completamente diversi, che prevedono l’incarnazione dell’elemento fantastico in una qualità interna del personaggio. La protagonista viene infatti in contatto, in questo caso per una vicenda personale, con un “dono” che gli permette di colloquiare con le presenze paranormali e utilizzare questa sua qualità per restaurare un disequilibrio che si è prodotto nel mondo ordinario. Il concetto di “dono” si lega strettamente a quello di responsabilità, in quanto la protagonista si fa garante della sopravvivenza delle persone che in quel momento sono in pericolo e attraverso questo vantaggio cerca di proteggerle e sottrarle a un destino fatale.

In questo romanzo quindi l’elemento fantastico -il dono – è interno alla protagonista e rappresenta la possibilità di riparare a un errore o persino di preservare una vita. Tale elemento straordinario si oppone al mondo ordinario e quotidiano, e permette a Nora di affrontare delle questioni rimaste aperte, che possono essere risolte soltanto con quel dono, acquisito in un momento particolare della sua vita, qualcosa che è giunto inaspettato e con il quale la donna deve imparare a convivere.

Nell’economia della storia, pur rimanendo un punto cardine, il dono è relegato in una posizione marginale, in quanto l’autrice preferisce privilegiare l’approfondimento e la caratterizzazione dei personaggi.

Il background di Giulia Beyman influisce direttamente sulla sua scrittura, che richiama i plot narrativi delle sceneggiature televisive, con diverse linee narrative che si intrecciano le une con le altre dando corpo e realismo alla vicenda. Una di queste, quella sentimentale, viene utilizzata sia per caratterizzare maggiormente il fragile profilo psicologico di Kelly sia per risaltare lo spirito di sacrificio di Nora, che sembra voler rinunciare a una nuova storia sentimentale per dedicarsi totalmente alla sua famiglia e alla gestione del suo insospettabile “dono”, di cui nessuno è a conoscenza.

La narrazione fluida, alterna momenti di tensione con rassicuranti visioni della quotidianità della vita dei personaggi, immersi nel contesto di un’isola bella e piena di risorse naturali. L’ambiente descritto è saturo di colori e profumi (ricordo la descrizione particolareggiata dei fiori che coltiva Nora nel suo giardino) contrastano efficacemente con lo stato d’animo burrascoso di Kelly e il senso di profondo disagio che accompagna Nora nella scoperta di una verità rimasta sepolta per tantissimi anni.

Gli indizi vengono sapientemente disseminati lungo la storia, dando l’impressione che sarà facile arrivare a individuare il responsabile dell’omicidio, avvenuto anni prima, e dei continui tentativi di eliminare Kelly. Ma l’epilogo è a sorpresa.

Consiglio questo romanzo a chi ama l’ibridazione dei vari generi, a chi predilige le storie di crimini ma con un pizzico di mistero. Giulia Beyman ha saputo fidelizzare i suoi lettori dando a Nora Cooper la possibilità di diventare un personaggio “seriale” permettendole così di vivere nuove avventure. Può darsi che un giorno che queste storie si trasformino proprio in una serie televisiva!

 

Pubblicato in Interviste e recensioni | Contrassegnato , , , , , , , | 1 commento

TWITTAMI O DIVA. Una proficua giornata di formazione.

Twittami o divaOggi vi vorrei raccontare cosa è successo durante il seminario “Twittami o Diva” organizzato dalla FUIS il 10 novembre 2016 presso la sede di Piazza Augusto Imperatore.

Come già vi avevo anticipato nel precedente post, a questa interessante giornata di formazione inerente la promozione sui social network e non solo, rivolta ad autori e scrittori o a chiunque fosse interessato all’argomento, ho partecipato in qualità di relatrice, sempre in tandem con la mia collega Margherita Melara. Vi ricordo che insieme abbiamo organizzato il seminario SELFPQ16, nel mese di giugno, sempre presso la prestigiosa sede della FUIS. Logo_nuovo

Quando abbiamo deciso di aderire a questa iniziativa, lo abbiamo fatto anche nella continuità del discorso che riguarda il famigerato Self Publishing, e in effetti abbiamo trattato alcuni argomenti connessi strettamente alla pratica dell’auto pubblicazione.

L’argomento principale era innanzitutto rivolto agli autori che intendono affacciarsi nel variegato e multidimensionale mondo dei social network, attraverso le best practices per promuovere correttamente online la propria opera. Non è certo un’operazione facile e occorre soprattutto armarsi di tempo e pazienza. Ne ha parlato in apertura proprio Giovanni Prattichizzo, Giovanni_Prattichizzoesperto di comunicazione nel settore editoriale e dottore di ricerca in scienza della comunicazione, il quale ha passato in rassegna i principali social network, descrivendo le principali caratteristiche e le modalità per sfruttarne a pieno le potenzialità che offrono. Sappiamo oramai infatti, che non tutti i social sono uguali! Ognuno ha delle peculiarità che lo rendono adatto per un certo tipo di promozione e vanno utilizzati in maniera diversificata. Quello che emerge alla fine del suo intervento è che il lavoro di social manager (così vengono definiti coloro i quali si occupano a tempo pieno di promozione e marketing) è una attività impegnativa che non tutti gli autori si sentono in grado di affrontare. Ma se un autore passa il proprio tempo su Facebook a pubblicizzare il proprio libro, quanto tempo gli rimane per scrivere? Giovanni_PrattichizzoE quanto costa assumere un Social manager personale? Le domande si susseguono, una dopo l’altra. I partecipanti sono numerosi, molto attivi e interessati. Interagiscono con i relatori e sono un preoccupati perché iniziano a rendersi conto di quanto sia impegnativo fare attività di promozione e sono desiderosi di apprendere il più possibile. Sicuramente una giornata non basta! Ci vorrebbe un corso o un ulteriore focus su determinati argomenti. Considerazioni che condivido: il marketing (perché di questo in fondo si tratta) è una materia che deve essere approfondita. Non basta semplicemente condividere il link del proprio ebook su un centinaio gruppi di Facebook e starsene in attesa che questa operazione dia i risultati sperati. Assolutamente no!

Come ho spiegato durante il mio intervento la situazione è piuttosto complicata, in quanto in gioco entrano numerose variabili, soprattutto edgerankriguardo la visualizzazione del post che un autore mette sui gruppi, in quanto l’algoritmo di Facebook sta cambiando le carte in tavola. In seguito vedremo come funziona.

 

 

 

 

Fabio_BiccariAndiamo per ordine. Dopo Giovanni Prattichizzo è stato il momento di Fabio Biccari, Co-Founder/CEO di Meetale, incubatore di scrittori, che ha presentato la piattaforma e ha spiegato come questo sito sia diventato con il tempo uno strumento di supporto per Case Editrici e scrittori. Ha riportato casi di successo ed esempi pratici. Poi ha spiegato come sia grande, enorme l’universo degli scrittori emergenti e lo ha fatto mostrando una slide molto significativa spiegando che l’autore si trova in ambiente sconfinato dove sta cercando in qualche modo di farsi notare. Impresa quasi impossibile!

Fabio_BiccariPer Fabio Biccari emergere da quel mare magnum si può, a determinate condizioni. Bisogna lottare senza mai perdere di vista il proprio obiettivo! Occorre studiare, applicarsi e trovare idee innovative ma soprattutto, anche per lui, la parola chiave è Engagement. Non solo bisogna scegliere le piattaforme sulle quali fare attività di promozione, decidere quale sia il target verso quali indirizzare il proprio messaggio, la cosa importante è riuscire a coinvolgere in maniera efficace il pubblico di lettori. Come? Attraverso tre azioni principali: LEGGERE, COMMENTARE E CONDIVIDERE. Sembra ovvio, ma non sempre gli autori sono in grado di interagire e piuttosto si limitano a una sterile autopromozione, che non porterà assolutamente a nulla.

 

 

 

Assunta_D'Aquale

Dopo la breve pausa per un gustoso spuntino offerto dalla FUIS, abbiamo ripreso a parlare di social network e casi pratici. Durante il mio intervento ho raccontato le esperienze degli autori che ho intervistato durante il mio lavoro di ricerca… ma di questo vi parlerò in un post dedicato.

 

 

 

 

Prima lo scrittore faceva lo scrittore. Ora fa l’equilibrista. Parole sante quelle di Margherita  Melara, blogger di “Il Blog degli scrittori”, giornalista e autrice, che ha parlato di un argomento interessantissimo, solitamente trascurato, perché molto ostico: Le percentuali di Royalties, le piattaforme di distribuzione e alcuni servizi utili per Margherita_Melarapromuoversi. Uno scrittore self publisher deve per necessità trasformarsi anche in: editore, promoter, distributore, venditore, grafico, impaginatore, fotografo, correttore di bozze, editor… Vi siete spaventati vero? Un autore indipendente è tutto questo? La prima operazione da fare è sicuramente scegliere la piattaforma di pubblicazione giusta, e bisogna farlo secondo determinati criteri, tra cui proprio le Royalty offerte! Margherita ha fatto una approfondita e meticolosa ricerca per dare esatte informazioni circa le percentuali di Royalties che sono diverse a seconda della piattaforma di auto pubblicazione. Ha parlato anche del famoso ISBN e fornito importanti informazioni a riguardo. Margherita inoltre ha anche spiegato le varie differenze, per esempio tra Amazon, Youcanprint e Streetlib, indicando per ciascuna piattaforma le diverse possibilità che hanno gli autori per guadagnare, illustrando anche quali sono le principali promozioni che vengono messe a disposizione degli utenti per cercare di allargare il bacino di lettori, come per esempio la promozione del libro gratuito per un tempo limitato. Ricapitolando i criteri che possono aiutare un autore nella scelta della piattaforma sono essenzialmente: le Royalty, la Distribuzione, i Servizi offerti, l’Assistenza e la Facilità di pubblicazione. Il pubblico, incuriosito da questo argomento, ha posto tante domande e chiarito i dubbi che assillano gli autori alla prima esperienza di auto pubblicazione.

Anche l’intervento Michel Franzoso, fondatore di Extravergine d’autore ed esperto di web marketing, che ha illustrato gli strumenti per fare promozione, comunicazione e diffusione del libro in rete, è stato seguitissimo. Michel ha esordito parlando innanzitutto del progetto Michel_Franzosoinerente Extravergine d’autore i cui traguardi vengono definiti, dallo stesso fondatore, molto ambiziosi, in quanto questo sito punta a divenire un portale di riferimento per gli “acquisti sicuri” di autori self; ad offrire servizi di qualità per scrittori di qualità; e vuole anche rappresentare una interessante opportunità per tutti gli operatori del settore e magari in futuro dare un supporto editoriale a 360 gradi. Ambizioso vero? Ma la caparbietà e la serietà con cui Michel si dedica volontariamente con passione a queste attività porterà sicuramente Extravergine d’autore a diventare realmente un punto di riferimento per il Self Publishing!

Michel_FranzosoAnche Michel parla della necessità di distinguersi tra la massa e spiega perché è così difficile emergere dalla marea di opere auto pubblicate e non solo: i dati sono impressionanti! 40 nuovi titoli pubblicati AL GIORNO. In pratica Il Self Publishing è il più grande editore collettivo d’Italia e produce la metà dei titoli in commercio. E’ dunque evidente che per un autore diventa “quasi” impossibile venire fuori dall’overload di titoli pubblicati. La più importante parola chiave è per Michel Qualità, al punto di diventare uno dei punti di forza del suo progetto. Spiega al pubblico il suo concetto di qualità, non certo semplice da definire, tuttavia ci sono dei parametri universali che vanno necessariamente rispettati, regole a cui un autore serio e competente non può sottrarsi se vuole creare un contenuto qualitativamente rilevante. Anche fare Personal Branding aiuta gli autori a promuovere non solo il proprio libro, ma soprattutto se stessi. Ma allora le persone diventano un prodotto? Per certi versi può essere così. Nel marketing il brand è l’elemento essenziale, quello che aggancia il probabile acquirente e in questo caso il lettore, perché farsi conoscere come persona e curare la propria immagine può condurre a ottimi risultati. Quanti lettori acquistano un libro sulla fiducia, guidati soltanto dal nome, dal “brand” dell’autore? Sapete già la risposta…

Alla conclusione di questa interessante rassegna sui principali social network e relative pratiche di promozione online, mi sembra di poter affermare che le cose più importanti da ricordare sono che:

  • I Social Network Sites non sono tutti uguali e vanno usati diversificando le strategie promozionali.
  • Fare il social manager è una attività che richiede tempo, costanza e competenza. Se non siete in grado o non volete farlo, delegate a persone esperte del settore, altrimenti rischiate di ottenere solo effetti negativi!
  • NO ALLO SPAM indiscriminato!
  • Fare del Personal Branding una delle attività principali. (nel prossimo post vi consiglierò dei testi efficaci da cui attingere importanti informazioni).

La parola magica, la chiave che apre la maggior parte delle porte è INTERAZIONE.

Potrei dilungarmi sulla spiegazione di questo termine, sul suo significato e sull’importanza cruciale di questa pratica sociale. Ma preferisco parlarvene nel prossimo post, dedicato appunto al mio intervento.

La giornata è trascorsa velocemente, talmente è stata l’intensità e la partecipazione dei relatori e pubblico. Tutti, a gran richiesta, hanno reclamato un ulteriore incontro di approfondimento, perché gli argomenti sono davvero interessanti, perché i relatori hanno portato informazioni preziose e esempi concreti. Gli autori vogliono imparare a gestire anche la parte promozionale e dedicarsi a questa attività con consapevolezza e competenza. Le slides dei relatori saranno presto disponibili, tenetevi informati sul sito della FUIS.

Grazie ancora alla FUIS per averci dato modo di esprimere, ancora una volta, le nostre idee sul Self Publishing, che non consideriamo solo una mera attività di auto pubblicazione, quanto piuttosto una pratica sociale, che va ulteriormente approfondita e studiata!

Non escludo che in futuro ci saranno nuove occasioni per discutere su ulteriori tematiche, non solo quelle legate alle strategie di marketing.

Restate sintonizzati sul blog… seguiranno altri post!

Credits: alcune delle immagini sono di Alessandra Leonardi.

Pubblicato in Self-publishing | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | 9 commenti

TWITTAMI, O DIVA

pabloGiovedì 10 novembre 2016, si terrà presso la FUIS, una giornata di formazione che riguarderà la scrittura creativa e i social network. Sarò presente come relatore e naturalmente continueremo a parlare di Self Publishing, un lungo e interessante discorso che abbiamo iniziato con il SELFPQ16 il passato giugno scorso.

Si tratta di mettersi in gioco in prima persona, provando a scrivere un racconto collettivo, una vera e propria esercitazione di scrittura. Poi si discuterà del fenomeno del Self Publishing, delle piattaforme di pubblicazione, di qualità dei contenuti e dell’utilizzo dei social media per pubblicizzare le proprie opere. Trovate il programma dettagliato alla pagina dedicata all’evento.

Vi aspetto…

Pubblicato in Self-publishing | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

SELFPQ16: video intervento di Assunta D’Aquale

 

Il video del mio intervento nell’abito del SELPQ16, durante il quale ho illustrato i dati della ricerca sul Self Publishing, che ho condotto per la mia tesi specialistica su questo attualissimo fenomeno. Ero molto emozionata, come il giorno della discussione, e questo traspare chiaramente dal tono e non solo… non mi trovo a mio agio nel parlare in pubblico, e proprio per questo preferisco scrivere… non si era capito vero? Buona visione…

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Riflessioni, Self-publishing | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti