Concorso nazionale “Ancora insieme, una lettera a chi non è più con noi”

Targa

Ieri ho avuto una delle soddisfazioni più grandi della mia esperienza letteraria, classificandomi al primo posto in questo concorso letterario. Vorrei condividere alcune riflessioni, non nel merito della vittoria, ma sul significato e sul valore che la scrittura, in determinati contesti può assumere.

La scrittura è, per uno scrittore, essenzialmente narrazione, che per certi versi può diventare terapeutica. Mi spiego meglio.

Questo concorso, nato per commemorare la scomparsa improvvisa di una persona, affronta il tema della perdita, del distacco e quindi, in parole crude, della morte. Il racconto, in forma epistolare, doveva essere dedicato a una persona o anche a un animale domestico che hanno cessato di far parte della nostra vita. Una lettera immaginaria attraverso la quale poter dire quello che forse non abbiamo mai detto e dimostrare tutto l’affetto e l’amore che abbiamo provato nei confronti di chi non c’è più.

Io ho dovuto affrontatare la perdita di mio padre, nel 2012,  improvvisamente e nella maniera più sconvolgente. A seguito di un incidente stradale (i miei sono stati investiti mentre attraversavano la strada), mi sono trovata a fronteggiare una situazione a cui non ero assolutamente preparata e tutto si è svolto così repentinamente che, solo ora me ne rendo conto, non sono riuscita pienamente a metabolizzare la perdita.

Il fatto di dovermi impegnare e a scrivere una lettera immaginaria a mio padre, mi ha costretto a rivivere quei momenti terribili e a riflettere sulla vita trascorsa… sulle cose mai dette, sui sentimenti mai espressi. Io scrivo anche perchè non sono in grado di fare grandi discorsi e dimostrare fisicamente i miei sentimenti. Tengo tutto nel mio cuore, che come uno scrigno li contiene, come cose preziose, gelosamente li custodisce.

Ma arriva il momento che li devi tirare fuori e la scrittura può offrire questa possibilità. Scrivere, raccontare aiuta a rivivere sotto una luce diversa accadimenti lontani che a distanza di tempo assumono un significato diverso. Narrare è una sorta di terapia psicologica che aiuta chi scrive a discernere e lo costringe a “guardare” nel profondo del cuore e a ritrovare i sentimenti e le emozioni più recondite.

Ti rendi conto di come effimera è l’esistenza e che il valore profondo delle persone che hai accanto lo scopri quando ti sono lontane oppure, come nel mio caso, se ne sono andate via improvvisamente, senza darti la possibilità di esprimere pienamente ciò che avevi dentro.

Ringrazio il COMIRAP, associazione organizzatrice del concorso, di avermi dato l’opportunità di confrontarmi con me stessa. Da tempo cercavo di tradurre quegli avvenimenti sulla carta, ma avevo sempre rimandato. La paura di guardare dentro se stessi a volte è talmente grande da inibire qualsiasi tentativo, bisogna allora cercare uno spunto, una ragione che ci induca a farlo, anche se ciò comporta una sofferenza interiore. Io questa occasione l’ho finalmente trovata…

 

 

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Informazioni su nunziassuntadaquale

Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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5 risposte a Concorso nazionale “Ancora insieme, una lettera a chi non è più con noi”

  1. newwhitebear ha detto:

    Innanzitutto complimenti per il primo premio.
    Quanto alle riflessioni sono del tutto condivisibili..

    O.T. sto allestendo dicembre per Caffè Letterario. per te avrei pensato la data del 20 dicembre. Ce dici?

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