Intervista a Roberto Bonfanti

Roberto

Roberto Bonfanti ha rilasciato la sua intervista tramite telefono cellulare. Ho ritenuto molto interessante la sua vivace interazione e collaborazione con altri autori indipendenti. L’autore infatti  pubblica sul suo blog molte recensioni, articoli e interviste per aiutare anche i suoi colleghi ad ottenere maggiore visibilità. Il suo blog Chiacchiere e distintivo conta circa 22.000 visualizzazioni e viene utilizzato come efficace mezzo di diffusione per la sua produzione letteraria.

Scheda autore: Roberto Bonfanti svolge il suo lavoro nel settore dello spettacolo, come tecnico audio nei concerti e in teatro. Nel suo tempo libero si dedica alla scrittura e cura molto l’aspetto promozionale delle sue opere attraverso il suo blog e sui vari gruppi di scrittura presenti su Facebook. Ha prodotto in modalità Self publishing diversi libri ed ebook tra cui le raccolte di storie Come un granello si sabbia e altre storie, La conferenza mediatica del professor Leonard Knowalle Storie di ordinaria fonia, i romanzi La vita è dura nei dettagli e Cose che si rompono.

Ho acceso il registratore, acconsenti alla registrazione dell’intervista?

Acconsento.

Mi parli della tua esperienza con il Self publishing, come è stato il tuo approccio.

Io ho sempre avuto la passione di scrivere, poi negli ultimi anni ho prodotto delle opere più organiche, cioè un romanzo e alcune raccolte di racconti che sono rimasti nel cassetto per un certo tempo. E poi mi è venuta voglia di farli conoscere un po’ in giro, la scelta del Self publishing è stata quella più immediata, non ho cercato un editore, una casa editrice, mi sono un po’ informato sulla rete, ho visto questa possibilità e l’ho presa.

Che anno era?

Quando iniziato a pubblicare era la metà del 2013, le opere che ho scritto risalgono a un po’ di tempo prima.

Quale piattaforma hai utilizzato?

Ho cominciato con il cartaceo utilizzando Lulu.com ma subito dopo mi sono indirizzato sull’ebook e ho usato Amazon.

Quindi la tua scelta verso questa piattaforma da che criterio è stata indirizzata?

Su Internet valutando un attimo, per quanto riguarda il cartaceo, il costo-qualità di Lulu mi sembrava buono. Amazon perché ho visto che è la piattaforma più utilizzata per l’ebook.

Hai incontrato difficoltà tecniche?

No, non più di tanto, ho un po’ di esperienza riguardo l’impaginazione, il pc e l’informatica in generale, è abbastanza semplice, ci sono dei tutorial piuttosto dettagliati per quanto riguarda la pubblicazione.

Quindi un’infarinatura di base ce l’avevi.

Sì, infatti, non sono stato completamente digiuno sull’argomento e per me è stato abbastanzafacile, ma capisco che per qualcuno non è così.

Relativamente a questo discorso dell’esperienza e delle competenze, pensi che la frequentazione di forum, di gruppi su Facebook o altre comunità del genere, ti abbiamo aiutato nella pubblicazione?

Moltissimo! Soprattutto per approcciarsi alla promozione, frequentandogruppi di discussione in cui scambi consigli, impressioni di lettura ecc. Poi ho iniziato anche tenere un blog che si occupa di editoria indipendente in cui faccio recensioni, anticipazioni, interviste.

Quindi questa è la strategia che hai adottato su varie linee, blog social network.

Uso i social, tipo Facebook e Twitter principalmente, anche un po’ Google plus, per avere un dialogo, non solo con i potenziali lettori, ma anche altri autori e con chi è interessato all’editoria indipendente.

Quindi tu non hai utilizzato nessun professionista specifico, cioè un editor nella fase preliminare e anche dopo la pubblicazione.

No, non mi sono rivolto a nessuno, non per presunzione, ma riguardo all’editing mi sono accorto che all’inizio sono stato un po’ incautoe ho cercato di aggiustare il tiro, pur senza avvalermi di un editor, impegnandomi in po’ di più nella correzione. Riguardo alla promozione l’ho fatta da solo, un po’ perché mi piace farlo e un po’ perché non ho il sogno di diventare uno scrittore celebrato, più che altro per incontrare, avere un dialogo con chi mi vuol leggere. Quindi ho cercato, con l’aiuto di forum ecc. di capire i meccanismi della promozione, come rapportarsi con i lettori e così via.

Mi pare di aver capito che tu non hai mai cercato di inviare manoscritti a case editrici.

No, sinceramente no.

Sei stato contattato da qualche EAP?

Sì, certamente ma non mi interessava.

Tu hai detto che non ti interessa ma nel caso ricevessi una proposta da parte di una casa editrice, rinunceresti all’autonomia?

Con i vari distinguo forse sì. Se fosseuna proposta seria che non volesse intervenire troppo su quello che faccio, perché altrimenti non sarei disponibile. Nel senso che non mi andrebbe che venisse snaturato il mio stile. Se mi consentisse di mantenere una certa autonomia editoriale sulle mie cose, perché no?

Secondo te le case editrici in genere fanno attività di scouting sulle classifiche di vendita degli ebook?

A quanto pare sembrerebbe di sì, specialmente su alcuni generi, per esempio sul romance, che adesso sta spopolando. Secondo me lo fanno, però non so con quale intento vero e proprio, nel senso che a volte sembra quasi vogliano togliersi scomodi concorrenti, piuttosto che puntare su alcuni autori. Ho visto autori indipendenti passare a grosse case e non ricevere alcuna promozione, pubblicità, quasi scomparire un po’ nel niente. Non so che dire, l’editoria guarda ancora al fenomeno dell’auto pubblicazione come a un nemico, piuttosto che a una possibilità.

Quindi il rapporto è conflittuale?

Secondo me sì. C’è anche una categoria dipersone che vedono molto male l’editoria indipendente, forse hanno qualche ragione, ammetto che ci sono cose non curate, con un sacco di errori, ma non si può fare di tutta un’erba un fascio, io leggo molti autori indipendenti e ci sono delle cose che non sfigurano affatto con quelle che escono dall’editoria tradizionale.

Quindi per te il Self publishing non è un ripiego o un trampolino di lancio per andare verso le case editrici.

Per come vedo io la mia attività di scrittore, no, non lo è. La ritengo la forma più diretta per mantenere il controllo su quello che faccio.

Una questione di indipendenza.

Sì. Io appunto non cerco il successo, quindi mi sembra di avere più autonomia, più controllo su quello che scrivo.

Se dovessi elencare le cose sfavorevoli, gli aspetti negativi?

Gli svantaggi sono: non avere nessuno che ti dica“guarda, stai scrivendo delle sciocchezze”, non hai nessun metro di giudizio esterno su quello che stai facendo. Poiper quanto riguarda la correzione dei testi, l’editing;o lo fai da solo oppure, volendo, ti puoi affidare un professionista.

C’è un costo da sostenere.

Se c’è un editore la cosa dovrebbe essere normale. E un’altra è la promozione, che è molto inflazionata, e anche perché è mal visto presentarsi: “ho scritto questa cosa…” suona ancora come un discorso da imbonitore.

In generale, visto che la diffusione dell’ebook è legato anche al digitaldevice, come ti sembra l’Italia da questo punto di vista?

Io penso che sia un progresso lento ma inarrestabile. Proprio recentemente mi ha sorpreso, in un paesino di provincia, vedere un signore di mezza età che stava leggendo su un Kindle, credo che sia molto trasversale la cosa.

Non è un discorso di età?

No, un po’ sì, ma sento ultimamente persone molto giovani che non possono rinunciare al profumo della carta. L’ebook e l’editoria tradizionale non sono assolutamente in contrasto, credo che, nonostante tutto il romanticismo della parola stampata, sia anche necessaria la diffusione dell’ebook. L’Italia è ancora un po’ indietro, penso che come sempre, noi andremo a rimorchio da quello che succede altrove.

Pensi che un giorno potrai tradurre i tuoi libri per il mercato estero?

Perché no, vediamo come va.

Verso che tipo di pubblico sei rivolto?

Non lo so, io scrivo romanzi, con influenze varie… Si va dal thriller al romanzo di formazione, penso di rivolgermia un pubblico adulto, anchese non credo che ci sia un lettore ben definito.

Hai monitorato un po’ la provenienza dei tuoi lettori, nel senso appartengono alle tue cerchie di amicizie, parentele o anche al di fuori?

Sinceramente il mio pubblico me lo sono conquistato sulla rete, imbastendo e intrattenendo amicizie e rapporti con altre persone. A volte mi fa piacere scoprire qualcuno, che non conosco affatto, che ha letto e mi dice due parole su quello che ho scritto. Sì, c’è qualche amico, ma non sono la maggioranza.

A proposito di questo discorso che mi interessa approfondire, un autore si iscrive a tanti gruppi su Facebook, e si trova poi a pubblicizzare il suo ebook su questi gruppi in maniera che diviene un po’ ossessiva, al pari di spam. Quindi essendo i frequentatori di questi gruppi altri autori, non ritieni che alla fine diventi un po’ una sorta di comunicazione autoreferenziale, nel senso che ci si legge solo tra autori.

Chiaramente soprattutto all’inizio anche io ho fatto la promozione a tappeto.

Ti ha dato dei risultati questa promozione a tappeto?

Non moltissimo, poi a un certo punto ho cominciato a vedere che quello che facevo io lo facevano anche molti altri e a vedere come fosse fastidioso, per cui ho preferito allacciare un tipo di relazione diversa con gli utenti dei vari gruppi, che spesso sono lettori e autori e a volte solo solamente lettori. Credo che sia più importante far conoscere il proprio modo di porsi piuttosto che mettere il link al proprio libro, e questo in qualche caso mi ha dato dei risultati interessanti, soprattutto mi ha consentito di sviluppare un certo tipo di discussioni interessanti sul mondo dell’editoria indipendente.

Dagli ultimi dati Istat risulta che i lettori sono in vertiginoso calo, quindi come sarà il futuro dell’editoriale in generale e in particolare dell’ebook?

Allora, l’editoria purtroppo oramai da anni è in un vortice che punta verso il basso, penso che l’ebook guadagnerà posizioni rispetto al libro tradizionale, però non credo che basti per sollevare le sorti dell’editoria, credo che sia necessario un ripartire con la cultura veramente delle basi, cioè dalla scuola, dalla famiglia e da chiunque sia in grado di trasmettere cultura. Purtroppo le ultime generazioni hanno subito fin troppo un impoverimento della cultura, quella più necessaria a favore dell’effimero, del televisivo in senso lato, nel senso più negativo del termine.

Secondo te, la possibilità che ha dato Amazon tramite la piattaforma di pubblicazione non tende a produrre un overload di contenuti, il mercato cresce a dismisura e diminuiscono i lettori?

Alla fine la cosa si autoregolerà, penso che stia nascendo un nuovo tipo di lettore, il lettore digitale che dovrà essere più attento a quello che sceglie, più scaltro e più abile nel capire cosa vale e cosa non vale, e il fenomeno dell’espansione di Amazon credo si aggiusterà da solo quando, dopo un certo periodo di confusione e di sviluppo incontrollato, si comincerà a valutare quale è la qualità e quali sono le cose che scadenti.

 

 

 

 

 

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Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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3 risposte a Intervista a Roberto Bonfanti

  1. newwhitebear ha detto:

    Un’altra bella intervista con domande intelligenti e risposte molto interessanti.

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