CONOSCI VERAMENTE IL RUOLO DELL’EDITOR? La testimonianza di RAFFAELLA ARNALDI

Editor

Oggi vorrei parlarti del fantastico mondo dell’editing. Timore? Lo so, questa magica parolina a volte è in grado di mettere in difficoltà gli aspiranti autori, perchè nel tempo, purtroppo, si sono sedimentati tutta una serie di pregiudizi infondati che imperversano nei vari gruppi e siti di scrittura creativa. Sarebbe ora di fare un pò di chiarezza sull’argomento!

In maniera molto semplice ed efficace, attraverso la testimonianza di Raffaella Arnaldi, vorrei raccontarti come si svolge il lavoro dell’editing  in maniera tale da sfatare le  varie “dicerie” che ruotano intorno alla temibile figura dell’editor.

 

Raffaella

Raffaella Arnaldi è editor e correttrice di bozze, collabora soprattutto con gli editori Sperling & Kupfer e Terre di Mezzo e con lo studio editoriale Littera. Lavora anche per autori in cerca di pubblicazione. Ha revisionato saggi italiani e tradotti (dall’inglese o dal francese) e varia narrativa (due racconti di Stephen King, romanzi di Danielle Steel, ebook della serie Sperling Privé, “Memorie e peccati” di Elena e Michela Martignoni, la raccolta di racconti “Napoli. Geografie del mistero” eccetera). Nel 2015 ha tradotto per Triskell edizioni il romanzo “Collide” di Riley Hart.

 

  1. Potrebbe illustrarci in cosa consiste principalmente la Sua attività di editor e correttrice di bozze?

Intanto, una premessa: l’editing è un processo che tutti i libri subiscono dopo essere usciti dalle mani dell’autore (o del traduttore se è un’opera straniera). Da commenti che leggo in rete, sembra che molti lettori non abbiano le idee chiare su questo punto: pensano che solo alcuni libri passino attraverso un editing, e che questo stravolga il testo. Insomma, una punizione per libri “cattivi”, che non tiene conto delle intenzioni e dell’individualità dell’autore. Ma l’editor non stravolge, tenta di migliorare un libro, proprio cercando di entrare in sintonia con chi l’ha scritto. Perché non lo fa l’autore stesso? potreste chiedere. In realtà lo ha già fatto! Di solito uno scrittore rilegge e riscrive infinite volte, ma a un certo punto l’eccessiva familiarità con il testo gli proibisce di vedere eventuali problemi. E ricordiamoci che scrivere vuol dire concretizzare delle intenzioni: lo sguardo dell’autore è offuscato dalle proprie intenzioni, quello dell’editor no. L’editor ha sott’occhio solo il risultato finale, e su quello interviene.

Magari vi sembra un discorso fumoso, ma il lavoro in sé è più terra terra di quanto non si possa credere, e cambia molto a seconda del singolo testo. La prima regola è cercare di renderlo chiaro e scorrevole. Capita che non si capisca bene cosa succede in una scena. O che (intuiamo) l’autore voglia rendere minaccioso un personaggio, che però risulta caricaturale. Come aggiustare quindi una descrizione o un dialogo? E poi: mettiamo che l’autore abbia introdotto un personaggio in una scena e in seguito abbia deciso di eliminarlo. Può succedere che venga tuttavia menzionato in un dialogo più avanti. O che un’auto rossa diventi blu in una scena successiva. Problemi di continuity, insomma, a cui l’editor deve stare attento, perché un libro è un sistema complesso e qualcosa sfugge sempre.

La correzione di bozze è l’ultimo passaggio prima della stampa del libro, ed è un lavoro decisamente meno creativo. Oltre a individuare i refusi (ed eventuali problemi come quelli a cui ho appena accennato: non è improbabile che sopravvivano fino a questa fase) bisogna verificare che siano state applicate le cosiddette norme editoriali, ovvero regole che spaziano dalla punteggiatura da usare nei dialoghi alla grafia preferita per certe parole (col o con il? Shock o choc?) ai termini da mettere in corsivo o con l’iniziale maiuscola. Ogni casa editrice ha le sue, elencate in un normario di 10-15 pagine da imparare bene: lo spauracchio di ogni correttore di bozze! Inoltre, chi corregge può individuare dei termini (non contemplati nelle norme) scritti in modi diversi, e allora sarà lui o lei a “uniformare”, fornendo poi la cosiddetta “lista di uniformità” alla redazione. Il correttore di bozze non interviene sul testo, ma ha un compito comunque delicato, essendo l’ultima persona a leggere il libro prima che venga stampato.

Ovviamente può capitare che l’editor corregga un refuso o che il correttore suggerisca di sostituire un vocabolo.

  1. Leggo dal Suo curriculum che Lei collabora sia con case editrici che con autori emergenti, quali sono le principali differenze tra queste due tipologie di interazioni? Nel primo caso, per esempio, ha contatti diretti con gli autori o la casa editrice funge da intermediaria e quindi il testo potrebbe subire delle modifiche in funzione delle indicazioni fornite dalleditore?

È esattamente così: l’editor riceve delle indicazioni dal redattore della CE, che è in contatto con l’autore (o con il suo agente) e che conosce già il testo.

Nel caso dell’interazione con l’autore, invece, è tutto più avventuroso. L’editor non sa cosa si troverà di fronte, e l’esordiente non sempre sa cosa aspettarsi dall’editing. E, fattore non trascurabile, è un rapporto umano. Un libro è un’opera personale, cui l’autore è legato emotivamente, vanno rispettati il suo impegno e la sua individualità, al di là di gusti e opinioni dell’editor. Se viene chiesto un parere, deve essere il più possibile costruttivo. Un notevole impegno, ma che dà grosse soddisfazioni.

  1. Nel caso linterazione sia diretta, come viene gestito il rapporto con lautore?

Intanto, offro a chi è interessato una prova gratuita su una porzione del libro, 7-10 cartelle (ovvero da 14mila a 20mila battute circa), per dare un’idea di quello che farò in concreto. Secondo la mia esperienza, se c’è affinità tra editor e autore si coglie già dal primo scambio di mail.

Poi… propongo di darci del tu, il che semplifica le cose e rende il rapporto più piacevole. Ci si sente generalmente via mail (scripta manent). L’autore riceverà il testo revisionato (un file unico o vari, spediti man mano che il lavoro procede), in cui troverà anche dei commenti a margine. Uso lo strumento “revisioni visibili”, che consente all’autore di ripristinare il testo originale ovunque voglia.

  1. Generalmente quali sono gli interventi che vengono effettuati su un testo, oltre la mera correzione ortografica e di sintassi?

Credo sia ormai chiaro che questo è solo un aspetto del lavoro. La correttezza del testo è fondamentale, ma un libro di narrativa è molto più di un compitino fatto bene, deve essere credibile, ricco, intrigante. Un aggettivo (o un verbo) può essere blando e poco incisivo: allora ne va cercato uno migliore. Una frase può essere contorta, una descrizione inutilmente dettagliata. E poi i dialoghi devono essere naturali, il loro registro adeguato al personaggio. Insomma, molti sono gli aspetti a cui badare.

  1. Quali sono gli errori più ricorrenti nel testo di un autore emergente?

Spesso l’esordiente non ha ancora abbastanza fiducia nelle proprie capacità e si appoggia… agli aggettivi, che usa in abbondanza. È capace di utilizzarne due in riferimento alla stessa cosa, quando uno è perfetto e l’altro ridondante. Per esempio, direste che la pioggia è “forte e scrosciante”? “Scrosciante” (forte e rumoroso) basta e avanza. Analogamente, è facile trovare ripetizioni, sia di termini (è facile innamorarsi di un’espressione e usarla spesso, anche senza rendersene conto*) sia di concetti (anche espressi con parole diverse). [*Infatti ho scritto “è facile” due volte nella stessa frase.]

La bravura di uno scrittore, poi, sta nel “mostrare, non descrivere” (“show, don’t tell”). Dire che una persona è simpatica è una scorciatoia: va mostrato il modo in cui risulta simpatica (e qui torniamo al discorso sull’abuso di aggettivi). Questo fa la differenza tra un libro insulso e uno convincente, che durante la lettura ci fa davvero credere di essere in una realtà alternativa.

  1. Gli autori accettano senza discutere interventi strutturali sul testo o si cerca in genere di patteggiare le modifiche da apportare?

Di solito mi viene chiesto di migliorare il testo e di dare un parere sul contenuto. Ragion per cui non vado a intervenire su aspetti sostanziali come personaggi e trama, ma mi limito a esprimere quello che penso e dare suggerimenti nei commenti a margine a cui accennavo prima. Oppure ne discuto via mail con l’autore.

  1. Ha notato una correlazione tra lo sviluppo del fenomeno del self publishing e le richieste di editing e correzione da parte di autori self?

In realtà no, perché molti autori che aspirano a pubblicare hanno ancora caro il libro cartaceo, quindi puntano all’editore tradizionale o cercano un agente che li rappresenti. Ed è un peccato, perché così si precludono delle possibilità.

  1. Come ritiene il recente sviluppo del fenomeno del self publishing? Per gli editor può costituire un bacino di utenza interessante? Quale sviluppo potrà avere in futuro e che ripercussioni potrebbe avere per il mondo delleditoria?

Un giudizio in sintesi sul fenomeno: un gran caos ma con notevoli opportunità. Basta farsi un giro nella sezione ebook di Amazon per trovare di tutto: come emergere in mezzo a questa varietà? Un autore dovrà prima di tutto avere le idee chiare su quello che offre, se puntare al grande pubblico o a una nicchia, e sapersi promuovere. Ne vale la pena? Credo proprio di sì. Esistono libri auto-pubblicati e diventati best seller i cui diritti sono stati acquistati da editori (i quali, evidentemente, non stanno a guardare).

Infine, non posso che consigliare all’aspirante self publisher di trovare un editor fidato con cui collaborare per presentare al pubblico un lavoro che sia davvero al massimo delle sue potenzialità. Mai sottovalutare il lettore proponendogli un testo sciatto! Soprattutto nell’era delle recensioni degli utenti sul web.

 

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Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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3 risposte a CONOSCI VERAMENTE IL RUOLO DELL’EDITOR? La testimonianza di RAFFAELLA ARNALDI

  1. stefanoau ha detto:

    Interessantissima intervista!

    • Grazie Stefano! io ritengo che la figura dell’editor sia veramente indispensabile… noi non riusciamo a vedere i nostri errori, di qualsiasi tipo siano, anche dopo centinaia di riletture!

      • stefanoau ha detto:

        Verissimo, l’ho capito sulla mia pelle dopo la pubblicazione del primo libro. Sbagliando si impara e l’editor è fondamentale quanto la tastiera del computer.

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