Un eclatante caso editoriale di Self publishing. Intervista a Elisa S. Amore

Oggi vorrei inaugurare una serie di interviste effettuate sempre nell’ambito della ricerca svolta per analizzare il fenomeno del Self Publishing.

La selezione dei soggetti da intervistare, che è avvenuta prevalentemente nel web, ha seguito due diversi criteri: in primo luogo si è utilizzato un reclutamento a catena, uno degli autori intervistati ha presentato due altri suoi colleghi. Negli altri casi sono stati scelti testimoni privilegiati in grado di fornire informazioni specialistiche e quindi direttamente rilevanti per gli obiettivi dello studio, per il tipo di esperienza avuta nel campo del Self publishing e per la loro posizione strategica nei gruppi di scrittura Facebook.

Per gli autori self publisher gli argomenti che sono stati selezionati mirano ad approfondire il rapporto che si è instaurato con la pratica del Self publishing e tutto ciò che ruota intorno all’editoria digitale in genere, quindi si è cercato di delineare quale sia stato l’approccio di ciascun autore con questa modalità di auto pubblicazione e le motivazioni che hanno determinato la scelta della piattaforma. Inoltre, un aspetto importante ha riguardato le difficoltà rilevate nell’iter di pubblicazione, in quanto strettamente connesse alla partecipazione degli autori ai gruppi di scrittura. Anche le strategie di marketing, applicate dopo la pubblicazione dell’opera, sono considerate importanti ai fini di questo lavoro di ricerca. Si è anche analizzato il rapporto degli intervistati con le case editrici, attraverso il racconto di eventuali esperienze pregresse e l’opinione in merito che esse hanno nei confronti del Self publishing. Si è chiesto poi di riassumere quali siano stati gli aspetti positivi e negativi di questa esperienza e le motivazioni personali che hanno spinto ciascun autore a intraprendere tale modalità di pubblicazione. Un’altra questione fondamentale è quella inerente la qualità delle opere e si è chiesto agli intervistati di fornire un quadro generale rispetto ai contenuti degli ebook autoprodotti. Successivamente, è stata richiesta un’opinione sul fenomeno del Self publishing in Italia e le differenze con il mercato estero, e per concludere anche una previsione sul futuro panorama editoriale.

La prima autrice che vi presento è Elisa S. Amore, il suo romanzo si è rivelato un caso editoriale molto eclatante e proprio in seguito al grande successo del primo libro della saga pubblicato in Self publishing, l’autrice ha deciso di accettare la proposta di una casa editrice importante e di abbandonare definitivamente questa modalità di pubblicazione, affidandosi anche all’esperienza di un agente letterario. La sua, quindi, è stata una scelta completamente opposta e, in questo caso, il Self publishing è stato considerato un trampolino di lancio per raggiungere una casa editrice tradizionale. L’autrice ha puntato molto per la sua visibilità su spazi diversi al fine di fidelizzare il suo pubblico. Anche in questo caso il sito è stato molto utile per ampliare e mantenere un’audience particolarmente attiva, infatti conta 89.000 visitatori ed è interamente costruito sui contenuti della saga Touched.[1]

Scheda autore/autrice: Ha esordito con il primo libro della saga Touched – La carezza del destino, che l’autrice siciliana ha scritto in tre mesi. Il romanzo, pubblicato prima come ebook, è stato un caso letterario in quanto in pochissimo tempo ha scalato le classifiche di Amazon. In seguito il romanzo è stato pubblicato dalla casa editrice Nord.

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Dopo aver scritto il tuo primo romanzo hai tentato di seguire l’iter che normalmente seguono tutti gli autori e quindi hai contattato case editrici tradizionali sperando in un contratto di pubblicazione?

Sì, ho provato per più di tre anni a seguire le vie tradizionali, senza risultato. Ho inviato decine di manoscritti e ogni giorno controllavo la mail con speranza, ma nessuna casa editrice mi ha mai risposto.

In seguito come è maturata la tua decisione di auto pubblicare il tuo romanzo? E’ stato un ripiego?

Non lo definirei un ripiego perché prima non ero a conoscenza di questa possibilità. Quando ho scoperto che anche in Italia si poteva auto pubblicare mi si è aperto un mondo. Me ne ha parlato per la prima volta un’amica e ho deciso che il mio sogno non sarebbe rimasto nel cassetto solo perché qualcun altro aveva deciso di rifiutarlo o ignorarlo. Così mi sono subito documentata per non lasciare nulla al caso.

Prima di auto-pubblicare la tua opera ti sei rivolta a professionisti del settore o agenzie letterarie per migliorare l’editing e l’aspetto grafico?

Prima di auto pubblicare ho seguito i consigli della mia agente letteraria di allora per sistemare un po’ il testo; i lavori veri e propri di editing, invece, sono stati fatti insieme alla casa editrice Nord. Per le copertine mi sono rivolta a dei professionisti, ma ero sempre io a spiegare nei dettagli come dovevano essere.

A quale piattaforma ti sei affidata per la pubblicazione?

Inizialmente non sapevo nulla sul Self publishing, così ho fatto delle ricerche in rete, confrontando le varie piattaforme, e alla fine ho deciso di iniziare pubblicando l’ebook del mio romanzo su Kindle Direct Publishing, la piattaforma che Amazon mette a disposizione degli autori e, a mio avviso, la più funzionale. Successivamente l’ho inserito anche su altri bookstore, come Kobo Writing Life, Apple store e molti altri. Poi mi sono anche rivolta a Youcanprint, sia per far stampare il cartaceo che per pubblicare l’ebook in quelle piattaforme che da sola non riuscivo a raggiungere. Tuttavia non è stata un’esperienza positiva e consiglio di procedere all’auto pubblicazione per conto proprio. Allora non conoscevo servizi come Smashwords, ad esempio, che permettono di raggiungere quasi tutti i canali.

Hai incontrato difficoltà a livello tecnico durante il percorso di pubblicazione? Che tipo di competenze hai nell’ambito informatico?

In campo informatico sono sempre stata un’autodidatta. Durante la mia esperienza di auto pubblicazione ho imparato tutto ‘sul campo’ e quando si presentava un problema cercavo di risolverlo da sola, navigando in rete in cerca di soluzioni o chiedendo aiuto agli amici, anche se non ho riscontrato dei veri e propri problemi. Pur non avendo avuto esperienze precedenti, ho imparato a creare da sola l’ebook e il testo per l’impaginato documentandomi in rete. È un percorso impegnativo, però è molto emozionante e soprattutto stimolante. L’unica difficoltà è il tempo che occorre dedicare perché è vero che si conservano i diritti della propria opera, ma bisogna anche occuparsi di tutto.

Hai seguito una strategia promozionale per dare visibilità al tuo romanzo? Ti sei rivolta ad agenzie di marketing? Hai utilizzato social network? Illustraci che cosa hai realizzato e i risultati che hai ottenuto. (sito, pagina facebook, blog tour, booktrailer…)

Come prima cosa ho trovato la copertina giusta per il mio romanzo e l’ho modificata personalmente affinché rispecchiasse la storia. Poi ho creato tutto il materiale grafico per promuovere il libro attraverso i social network e ho creato un sito internet curandolo personalmente in ogni dettaglio, con una grafica accattivante, una musica accogliente e contenuti sempre aggiornati per invogliare i visitatori a tornare. Quest’ultimo si è rivelato fondamentale nella buona riuscita della promozione, e in pochi mesi ha ricevuto migliaia di visite da tutto il mondo, (www.touchedsaga.com). I social network sono stati importantissimi per la diffusione dell’opera, soprattutto Facebook, dove si possono creare anche piccole campagne pubblicitarie e raggiungere migliaia di potenziali lettori con poche decine di euro. Ho anche creato una pagina dedicata al romanzo grazie alla quale curavo i rapporti con i lettori e pubblicavo contenuti legati ai miei romanzi per attirarne sempre di nuovi. Inizialmente, è stato decisivo anche il passaparola dei blogger, che hanno pubblicato la notizia dell’uscita del libro destando molta curiosità tra i loro followers. Con loro ho organizzato diversi blog tour con vari giochi, test e contenuti sempre nuovi nell’interesse di stimolare la curiosità dei lettori. Chi auto pubblica deve curare ogni aspetto perché non c’è un ufficio stampa, né un ufficio marketing a occuparsi della promozione. L’autore deve saper sfruttare la propria creatività in ogni campo per far conoscere la propria storia a più persone possibili. Per farlo, occorre iniziare a pensare al proprio libro come a un prodotto. Io, ad esempio, sono stata imprenditrice di me stessa, ho studiato delle strategie mirate al target di lettori che mi interessava, e sono riuscita a far proiettare il mio booktrailer in alcune sale cinematografiche in apertura del film Twilight–Breaking Dawn2. L’idea è stata innovativa ed efficace ed è stata possibile grazie all’aiuto di persone che ho conosciuto durante il mio percorso da aspirante scrittrice e a un piccolo investimento economico. Tuttavia, le campagne pubblicitarie più efficienti, perché danno risultati più duraturi, sono sicuramente quelle legate ai social network. Ci si può promuovere sia interagendo personalmente, creando una rete di potenziali lettori, che attraverso i programmi di advertising. Facebook, ad esempio, non solo permette di raggiungere migliaia di persone con una spesa minima (anche 5/10€), ma consente anche di impostare il target di nostro interesse.

Cosa è successo dopo la pubblicazione?

Grazie alle anteprime sui blog letterari e sui social network, (il trailer non era ancora uscito), poche ore dopo il lancio l’ebook si è piazzato ai primi posti delle classifiche online, dove è rimasto per tre mesi, (fin quando l’ho rimosso dalle piattaforme dopo aver firmato il contratto con la casa Editrice Nord.)

Dopo due settimane circa dall’auto pubblicazione, sono stata contattata da una prestigiosa casa editrice, seguita subito dopo da molte altre, tra cui una casa editrice spagnola che ha comprato i diritti della saga per la Spagna, oltre che da un regista e da un produttore cinematografico. Il successo con KDP mi ha permesso anche di ottenere l’attenzione di una delle più prestigiose agenzie letterarie italiane, la Luigi Bernabò Associates, che rappresenta autori di successo come Dan Brawn, Ken Follet, Chiara Gamberale, Donato Carrisi, Glenn Cooper e moltissimi altri.

Da quali case editrici sei stata contattata ?

Sono stata contattata da una decina di editori italiani, dai più grandi come Mondadori o Newton Compton, a case editrici medio/piccole.

Come mai hai deciso di affidarti a un agente letterario?

Avevo ricevuto molte proposte di pubblicazione, compresa quella per la Spagna, e non sapevo come comportarmi con i contratti. Cedere i diritti della propria opera è una questione delicata e io sono molto soddisfatta di aver scelto di cercare un agente.

Così ho contattato un’agenzia che mi aiutasse nella scelta e si occupasse del contratto, per avere le migliori condizioni. Dopo un’asta tra diverse casa editrici, insieme abbiamo scelto Editrice Nord.

Molti miei colleghi ‘pescati’ dal Self publishing sono stati più avventati, accettando il primo contratto offerto loro e si sono poi lamentati dei risultati ottenuti. Prima di firmare con Nord, insieme al mio agente abbiamo incontrato diverse case editrici interessate al romanzo, tra cui Sperling and Kupfer, Rizzoli e Piemme, ma con la casa Editrice Nord è subito nato un feeling particolare.

Quali sono stati i motivi che ti hanno indotto a lasciare la strada del self-publishing e optare per una casa editrice?

Un contratto con una grossa casa editrice non è un’opportunità che si rifiuta facilmente. Vedere il mio romanzo in libreria era il mio sogno sin dall’inizio. Il Self publishing offre senza dubbio alcuni vantaggi, come la possibilità di monitorare i propri guadagni in ogni momento e avere il pieno controllo della gestione dell’ebook, ad esempio si può scegliere il prezzo o le categorie di appartenenza e variarli a proprio piacimento, sperimentando alla ricerca della formula che risulti più giusta. Tuttavia, anche pubblicando in cartaceo con un servizio di print on demand, non sempre il libro risulta reperibile nelle librerie. La casa editrice, invece, garantisce un’ampia diffusione in tutto il territorio nazionale. Del mio primo libro, ad esempio, è stata prevista una prima tiratura di 20.000 copie.

Affidandoti alla casa editrice hai usufruito di un editing professionale del tuo romanzo, come è stato il rapporto con l’editor?

Con la mia editor c’è stato da subito un forte feeling. L’ho incontrata per la prima volta in uno dei meeting che ho fatto con la Nord quando non avevo ancora firmato il contratto. Lei è molto preparata e competente, soprattutto per quanto riguarda il mio genere, e abbiamo parlato a lungo della saga e di tutti i suoi sviluppi. Uno dei motivi che mi hanno indotto a scegliere la Nord è stato proprio il loro modo di approcciarsi all’editing. Volevamo entrambi le stesse cose, ovvero smussare un po’ il testo per renderlo più fluido, senza alterare lo stile. Mi hanno richiesto di approfondire alcune scene e io stessa ho proposto delle modifiche basandomi sui suggerimenti del mio agente e dei lettori. Alcune case editrici invece avevano intenzione di stravolgere il testo, alcune volevano cambiare addirittura i nomi dei protagonisti, noi invece sapevamo quello che aveva già funzionato e cosa invece andava sistemato e la Nord si è dimostrata d’accordo con noi. Il lavoro di editing, infatti, lo facciamo sempre insieme. A ogni nuova pubblicazione, tutti loro leggono il libro, (compresi tutti gli editor, il direttore editoriale, l’ufficio stampa che mi segue e alcuni elementi esterni a cui fanno affidamento e, ovviamente anche la mia editor), poi fanno delle riunioni e si scambiano i rispettivi pareri. Una volta raccolti tutti i suggerimenti, la mia editor si mette al lavoro sul testo usando lo strumento di revisione di Word, così da mettermi a conoscenza di ogni virgola che viene modificata. Infine mi manda i suoi suggerimenti, con i diversi commenti sulle modifiche, e io sono libera di accettare o rifiutare ogni singolo cambiamento. Abbiamo avuto qualche simpatico battibecco, ma in verità ci siamo sempre trovate d’accordo su tutto. Molti miei colleghi, invece, non hanno avuto questa possibilità di confronto e sono stati addirittura tagliati fuori dal processo di editing. Io sono molto soddisfatta del nostro rapporto e di come i membri della casa editrice Nord si sono posti sin da subito nei miei confronti, rispettando il mio stile e mettendo loro stessi in chiaro che il libro era mio e che quindi dovevo essere io ad avere l’ultima parola sul testo.

Come valuti a distanza di tempo la tua esperienza di Self publishing? Quali sono state le opportunità e quali gli aspetti negativi?

L’esperienza del Self publishing è stata incredibilmente emozionante e lo rifarei volentieri ancora, anzi ho intenzione di auto pubblicare presto all’estero. Uno degli aspetti negativi è la poca visibilità se non hai già un pubblico di lettori, un’altra è sicuramente la diffidenza che hanno ancora alcuni lettori verso i self o, in generale, verso gli ebook, perché c’è chi è ancora legato alla carta, qui in Italia.

Ritieni che se non fosse esistita la modalità del Self publishing saresti riuscita ugualmente ad emergere e a farti conoscere da un pubblico più ampio e quindi a raggiungere i tuoi attuali traguardi?

È difficile rispondere a questa domanda perché non posso sapere cosa sarebbe accaduto se non avessi scoperto il Self publishing. Sicuramente avrei continuato a provarci e non mi sarei arresa. È anche vero che ci sono molte persone che auto pubblicano e tuttavia non riescono a ottenere grandi risultati, quindi il Self publishing per me è stato un modo – fortunato – per farmi conoscere. A mio avviso, se il proprio obbiettivo è attirare l’attenzione di un agente o di una casa editrice, la cosa importante è riuscire a farsi notare. Nel mio caso ci sono riuscita con il Self publishing, ma lo si potrebbe fare anche attraverso un concorso a o una brillante mail di presentazione. KDP ha rappresentato indubbiamente una rivoluzione per gli autori, perché adesso hanno la possibilità di farsi strada con le proprie forze, lasciando al pubblico la possibilità di scegliere se il suo libro merita di avere successo. Amazon è una vetrina unica perché un autore emergente può avere la stessa visibilità di un autore bestseller, soprattutto se dimostra capacità e intraprendenza. In tutti i casi, quello che ho imparato dalla mia esperienza è che bisogna far arrivare il manoscritto nelle mani giuste, continuando a riprovarci.

Le case editrici, secondo la tua esperienza, utilizzano il fenomeno del Self publishing per fare attività di talent scout? Pensi che gli autori self possano costituire anche un ostacolo per le case editrici, ponendosi in concorrenza sul piano dell’editoria digitale?

In Italia, i lettori sono ancora fortemente legati al marchio sulla copertina, quindi parlare di vera e propria concorrenza è inappropriato. Il Self publishing offre agli autori una possibilità che altrimenti non avrebbero. La possibilità di mettersi in gioco, di mettersi ‘in mostra’. Dipenderà dall’autore e dalla sua opera riuscire a farsi notare. D’altra parte, gli editori possono trarre vantaggio dalle classifiche e ascoltare finalmente la voce dei lettori che, attraverso le recensioni e il passaparola, mettono in evidenza un libro auto pubblicato rispetto a un altro. Non è una garanzia di successo, ma è già qualcosa e molti editori lo hanno capito, infatti succede sempre più spesso che autori self facciano ‘il grande salto.

Il Self publishing è ancora poco sviluppato se si osserva il mercato estero, specialmente in America ci sono stati numerosi casi di autori self che hanno scalato le classifiche. Alcuni sono approdati all’editoria tradizionale, altri hanno scelto di rimanere indipendenti. Secondo te ci sono delle differenze con il mercato editoriale italiano? I lettori italiani sono pronti ad affrontare l’evoluzione digitale o sono ancora legati al cartaceo?

Da noi la carta stampata ha ancora un ruolo fondamentale nell’editoria, anche se il mercato degli ebook è in espansione. Molti non sono ancora pronti ad abbandonare la carta, altri addirittura rifiutano di leggere in ebook. Ci sono tantissimi lettori della mia saga, ad esempio, che pur avendo letto i libri in ebook, hanno poi acquistato anche i cartacei, come se quel file nel loro e-reader non riuscisse a soddisfarli totalmente, come se sentissero il bisogno di toccarlo, di sfogliarne le pagine per renderlo più reale. Basta vedere anche i dati, le mie vendite del cartaceo superano di gran lunga quelle del formato digitale, mentre per chi auto pubblica inevitabilmente succede il contrario.

Ritieni che lo sviluppo dell’editoria digitale e quindi degli ebook avranno in futuro un ruolo importante per la diffusione degli autori self-publisher?

Certamente. Gli autori self sanno che la maggior parte dei loro guadagni proviene dalla vendita degli ebook e finché non ci sarà una distribuzione migliore sulle piattaforme di print on demand, non potrà essere altrimenti.

Dato che per te il self-publishing è stato il trampolino di lancio per l’editoria tradizionale, consiglieresti dunque questo tipo di esperienza agli autori emergenti soltanto per farsi conoscere e non come modalità esclusiva?

Sicuramente è un’ottima opportunità per farsi conoscere, un trampolino di lancio, purché si faccia questa esperienza con consapevolezza, altrimenti è un rischio e si può ottenere l’effetto contrario, ovvero quello di bruciare ogni possibilità per una futura pubblicazione.

Un’ultima domanda che riguarda le motivazioni personali che spingono un autore a voler pubblicare la propria opera. Lo scopo primario è stato essenzialmente il voler condividere con il mondo esterno la propria passione per la scrittura, a prescindere da eventuali traguardi a livello economico e di successo, oppure semplicemente per motivazioni legate alla sfera identitaria di auto-rappresentazione del sé? (voler dare all’esterno una determinata immagine della propria personalità, motivi di insicurezza, carattere introverso che si esprime solo attraverso la scrittura etc…)

Per quanto mi riguarda, la ragione per cui desideravo ardentemente pubblicare era la voglia di far conoscere la mia storia a più lettori possibili. Leggo molti libri dello stesso genere e credevo tantissimo nella mia storia, sentivo che aveva da offrire qualcosa di nuovo nel panorama paranormal romance. Ovviamente, pubblicando ci si mette in gioco e si va incontro al giudizio del pubblico e questo anzi può essere motivo di timore per alcuni, così come, allo stesso modo, il desiderio di essere apprezzati è insito in ognuno di noi, anche se alcuni ne sono più consapevoli di altri. Personalmente non mi sono affatto posta il problema, anzi, ero curiosa di sapere cosa avrebbero pensato i lettori di una storia che per me era così importante.

[1] http://www.touchedsaga.com/

 

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Una risposta a Un eclatante caso editoriale di Self publishing. Intervista a Elisa S. Amore

  1. newwhitebear ha detto:

    Interessante intervista. Ben curata e con risposte chiare. Complimnti a te a alla scrittrice per quanto avete offerto.

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