AMERICAN DREAM

American_dream

                                                                                                                                                                                                     Napoli 19 luglio 1960
Caro John,
è trascorsa solo una settimana dalla tua partenza e già mi sembra un’eternità. Penso a te continuamente e tutti giorni quando passo davanti alla base, non posso fare a meno di ricordare per quanti pomeriggi ho ti ho aspettato davanti al portone. Ieri ho incontrato per caso il tuo amico Erik che ti saluta tanto, mi ha chiesto di te e dice che sicuramente ti richiameranno presto… Io prego ogni giorno la Madonna per farti tornare il più presto possibile.
Ieri sono stata al controllo e il ginecologo mi ha detto che la gravidanza procede bene, la data prevista per la nascita è per aprile, verso la metà del mese. Mi è dispiaciuto molto che sei dovuto andare via appena abbiamo avuto questa bella notizia, ma so che anche tu ne sei felice.
Hai pensato al nome del bambino? Se sarà femmina mi piacerebbe Anna, come mia nonna se invece è maschio dovremo decidere, non mi hai mai detto come si chiama tuo padre, da noi si usa dare ai bambini il nome dei nonni, nella prossima lettera dimmi quali sono i nomi dei tuoi genitori, anche se credo saranno nomi americani!
A proposito di America, mi piacerebbe molto vedere Boston, New York e le altre città famose, poi dovremo decidere dove andare a vivere una volta che ci siamo sposati. Io veramente vorrei lasciare questo posto, non piace la gente, la mentalità arretrata che hanno. Sai che ora sparlano di noi? Mia madre dice che non devo dire che sono incinta, ma una volta che mi sarà cresciuto il pancione, non se ne accorgeranno lo stesso? I miei continuano a essere molto arrabbiati e mio padre mi vuole mandare a Salerno da mia zia, dice che così potrò partorire e tornare a cose fatte così nessuno saprà che ho avuto un bambino. Ma io gli ho detto che assolutamente non voglio andare, che voglio aspettare il tuo ritorno e voglio regolarizzare la nostra situazione. Quando tornerai verrai a conoscere la mia famiglia, vedrai che poi ti accoglieranno bene dopo che avranno capito che sei una brava persona.
Bagnoli è un posto che inizio a odiare, vedere tutti questi militari americani che importunano le mie amiche e si prendono gioco di loro mi danno fastidio. Loro pensano che noi siamo ragazze facili, da portare a letto e poi abbandonare il giorno dopo. Tu no, lo so che sei diverso. Tra di noi è nato subito l’amore e quello che c’è stato fra di noi è frutto di questo sentimento così grande e puro.
Ti ricordi quante serate abbiamo trascorso passeggiando sul molo alla luce della luna? Ho nostalgia di quei momenti e sono molto triste.
Domani ho molto lavoro da fare, la sarta dove lavoro sta cucendo i vestiti per un matrimonio, vedessi che belli e a me mi tocca fare gli orli e attaccare i bottoni. Mi fanno male le spalle a stare sempre curva, ma i soldi servono, soprattutto ora.
Sei tutta la mia vita, ti abbraccio fortissimo. Aspetto tue notizie

Tua Rosaria.

Napoli 30 agosto 1960
Caro John,
è passato circa un mese dalla mia ultima lettera, come mai non rispondi? Mi fai preoccupare! Forse non l’hai ricevuta. Sono andata anche alla base e ho aspettato quel militare amico tuo, Rick che mi ha confermato l’indirizzo e mi ha detto che ci vuole parecchio tempo prima che arrivi la lettera.
Ti prego, rispondimi al più presto.

Rosaria
Napoli 25 settembre 1960
John,
non ce l’ho fatta ad aspettare altro tempo, ieri sono andata di nuovo alla base e ho parlato con Rick. Gli ho rivelato che aspetto un figlio da te, ho visto che è rimasto meravigliato, ha sgranato gli occhi e mi ha guardato senza parlare. Gli ho chiesto se aveva avuto notizie e neanche lui sa che fine hai fatto. Ma l’indirizzo è giusto, ha ricontrollato sulla sua agendina. Allora credo che lo stai facendo di proposito a non rispondermi!
I miei continuano a pressarmi per andare da mia zia prima che la gravidanza diventi troppo evidente, sono ingrassata già di cinque chili e la pancia sta diventando sempre più rotonda. Io sono disperata e non so che devo fare!
Ti prego rispondi!

Rosaria

Boston 20 ottobre 1960
Cara Rosaria,
scusami per il ritardo, ma io ho ricevuto solo la tua ultima lettera, le altre no. Io non so ancora quando torno, forse all’inizio dell’anno prossimo. Credo che fai bene se vai da tua zia, meglio non far sapere che aspetti un figlio e che io sono il padre. Poi quando torno aggiustiamo la situazione.
Un caro abbraccio

John

Napoli 30 novembre 1960
Signor John Conrad
Dopo tutto questo tempo mi hai scritto solo queste quattro righe! Ma ti rendi conto! Io sono disperata, non so cosa fare e tu non mi dai una parola di conforto, addirittura mi dici di nascondere il nostro bambino e di non far sapere che tu sei suo padre.
Non so niente di te! Mi hai mentito, non eri sincero quando mi hai detto che mi amavi e che saresti tornato… ha ragione mio padre, sei solo un farabutto e io una scema.

Rosaria Esposito

Napoli 31 dicembre 1960
Signor John Conrad
Oggi è l’ultimo giorno di questo anno bruttissimo. Sono a Salerno da mia zia, alla fine ho deciso che avrò il bambino lontano da casa e poi lo farò adottare.
Sappi che sono prima di partire ho incontrato di nuovo Rick che mi ha detto tutto! Mi ha detto la verità su di te. Mi ha parlato famiglia che hai in America, di tuo figlio che ha cinque anni e della tua giovane moglie, molto bella. Che donna fortunata ad avere te come marito!
Non credevo possibile che dall’amore si può passare all’odio, ma ora io ti detesto con tutte le mie forze e ti giuro che in un futuro non molto lontano verrò in America a cercarti e te la farò pagare!

Rosaria Esposito

Napoli 20 aprile 1961
Signor John Conrad
Ieri è nato tuo figlio, pesa tre chili e mezzo, si chiama Salvatore, come mio nonno. Avevo già iniziato la pratiche di adozione e appena sarò fuori dall’ospedale il bambino andrà a vivere con la sua nuova famiglia. Almeno lui non soffrirà, non saprà mai di avere un padre che l’ha abbandonato prima della nascita.

Rosaria Esposito

Napoli 15 luglio 1961
Signor John Conrad
Questa è l’ultima volta che ti scrivo, solo per farti sapere che oggi ho conosciuto una ragazza di nome Clelia. Ti ricorda qualcosa questo nome? Io credo proprio di sì. Mi ha raccontato che circa due anni fa ha conosciuto un militare americano che si chiamava John, certo un nome molto comune. Ma poi mi ha descritto com’era fatto fisicamente e allora ho capito. Non ci sono tanti militari che hanno i capelli rossi e sono alti un metro e novanta. Per avere conferma le ho chiesto se aveva un grosso neo a forma di cuore sulla spalla destra e mi ha confermato, quella è la prima cosa che fai vedere alle ragazze per conquistarle, non è vero?
Oramai mi fai solo pena, penso che tu non sia una persone felice, altrimenti non andresti a cercare mille avventure quando a casa hai una bellissima moglie e un figlio piccolo da crescere. Spero che il destino sarà giusto e che in qualche modo ti farà ripagare tutto il male che hai fatto alle persone ingenue come me e credo che siano molte…
Ho perso un uomo che non valeva la pena di amare e tuo figlio ha perso un padre del quale si sarebbe vergognato.

Addio

Rosaria Esposito

 

 

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Informazioni su nunziassuntadaquale

Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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8 risposte a AMERICAN DREAM

  1. newwhitebear ha detto:

    Una storia come tante vissute sulla pelle di ragazze ingenue come Rosaria. Lettere senza risposte, che lasciano il sapore amaro in bocca.
    Complimenti Nunzia per come le hai impostate.

  2. … la fine della protagonista del racconto o ti riferisci al fatto di scrivere un romanzo? 😉

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