IL BUIO

screen-clip-hitler-w-paraclete2San Carlos de Bariloche 13 febbraio 1962
«Eva! Maledizione accendi la luce!»
«Ma caro, è giorno!»
«Allora perché continuo a non vedere niente!» La donna scese dal letto, prese una compressa e un bicchiere d’acqua.
«Tieni caro, prendi un calmante, vedrai che dopo starai meglio» suo marito era ancora sdraiato sul letto con gli occhi sbarrati.
«Ecco, prendi questo» gli mise in mano il bicchiere.
«Tu! Anche tu stai cercando di farmi fuori! Cosa vuoi darmi del veleno? Lurida traditrice» così dicendo l’uomo con uno scatto si sollevò scaraventando lontano il bicchiere che si frantumò sulla parete. La donna si ritrasse impaurita, ma rassegnata a quel comportamento che oramai si ripeteva quasi quotidianamente.
Anche quel mattino, appena sveglio il Führer aveva avuto un altro attacco di cecità isterica, così lo aveva definito il suo medico personale. Gli capitava di svegliarsi di notte, in preda al panico e di non vedere altro che il buio, nonostante la luce accesa, si trattava di una sorta di autodifesa dell’organismo che converte un trauma psichico in un sintomo organico, una sorta di metafora del “non voler vedere”.
La sconfitta, l’umiliazione. Hitler non accettava nulla di tutto questo, la sua mente rimuoveva con ostentazione gli ultimi tragici avvenimenti prima della fuga. Imperterrito s’interrogava continuamente su chi fossero i responsabili di tutto ciò e come era possibile che lui, osannato dal popolo, fosse finito sull’orlo del baratro. Vedeva nemici dappertutto e si era convinto che molti tramassero contro di lui.
«Mi state avvelenando, giorno dopo giorno… Ma io non cadrò nel vostro tranello. IO TORNERO’ NELLA GRANDE GERMANIA E VOI MORIRETE TUTTI!»
L’uomo oramai in preda ad una crisi isterica sbraitava e agitava le braccia davanti a sé.
Sua moglie cercò ancora una volta di afferrargli le mani ma la forza dell’uomo era incredibile, con una spinta la fece cadere.
In seguito allo sforzo il volto dell’uomo si deformò orribilmente, il buio eterno gli avvolse anche la mente, ricadde all’indietro e chiuse per gli occhi.
Per sempre.

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Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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4 risposte a IL BUIO

  1. newwhitebear ha detto:

    Rivisitazione della storia. Ha ben descritto il furore isterico di Hitler che alla fine l’hanno portato alla morte.
    Brava.
    Un grande abbraccio

  2. Grazie NWB… su Meetale è in corso l’Olimpiade Letteraria e ci sono da scrivere una marea di racconti… potresti partecipare anche a tu a qualche contest!

  3. edoardo ferrario ha detto:

    Mi piace l’idea che chi ha fatto soffrire e uccidere milioni di innocenti solo per mascherare la propria piccolezza (morale e umana) avesse potuto soffrire l’umiliazione della sconfitta e del dolore fisico e morale (la cecità isterica – geniale intuizione). Bello sarebbe stato condannarlo a “resuscitare” per rivivere quell’agonia. Brava!

    • Grazie Edoardo, mi sono documentata prima di scrivere questo breve racconto e mi sono ispirata a una teoria che circola, sulla presunta malattia di Hitler, tenuta nascosta fino alla fine. Si presta bene alla metafora del “non voler vedere” a tutti gli effetti!

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