IL PRINCIPE MARMOTTA

Dato che siamo in clima natalizio vi lascio un fiaba che ho scritto per un concorso… per stemperare un pò la malinconia…

 

Il regno di Gordon aveva prosperato in pace e serenità per lunghi anni fino alla prematura scomparsa del suo amatissimo re Jordan, morto dopo una lunga malattia gettando nello sconforto più totale i suoi sudditi e la sua corte.
Gli successe il figlio poco più che adolescente, un giovane inetto e introverso. Per il regno iniziò un periodo buio ed infelice.
Purtroppo Waren era davvero brutto, ma così brutto, che nel regno lo avevano soprannominato il Principe Marmotta. Il giovane fin da piccolo veniva deriso dai suoi compagni di gioco e il suo ridicolo aspetto andava peggiorando di anno in anno.
Egli era basso di statura e corpulento, le sue braccia erano lunghissime e l’andatura claudicante. Ma la cosa che lo rendeva più buffo erano sicuramente i suoi occhi: due piccole fessure delineate da sopracciglia enormi, che spiccavano sul volto cosparso di folti e lunghissimi peli facendolo somigliare davvero a una piccola marmotta.
Egli non era di animo cattivo ma il suo aspetto curioso lo aveva reso antipatico e solitario. Se ne stava rintanato la maggior parte del tempo nella sua stanza e socializzava solo con le persone che frequentavano il castello.
Fino a che il re Jordan era vissuto ogni anno si davano feste e ricevimenti, la corte era un continuo via vai di gente. Ma dopo la sua morte le cose erano cambiate radicalmente, Waren non era assolutamente preparato a questo evento e ne approfittò soltanto per vendicarsi di tutte quelle persone che durante la sua giovane vita lo avevano deriso e beffeggiato. Impose nuove tasse e balzelli facendo imprigionare chi non riusciva a pagare quanto dovuto.
Nessuno più voleva stare a contatto con il principe Marmotta.
La sua fama di uomo cattivo e ingiusto raggiunse anche i regni più lontani, perfino presso il monte Cima Bianca, luogo dove nessuno osava avventurarsi. In questo antro viveva una piccola comunità di fate buone. Nimue era la più anziana, le facevano compagnia Persy e Doran. Le tre fate vegliavano sul buon andamento del regno occupandosi di redimere le questioni spinose anche ricorrendo alla magia bianca.
Avendo saputo delle ingiustizie del principe Marmotta avevano deciso di intervenire per riportare l’armonia perduta.
Nel frattempo il nuovo re aveva preso l’abitudine di recarsi ogni giorno fuori dal villaggio. Amava la compagnia del suo più veloce destriero e adorava lanciarsi in cavalcate sfrenate sui sentieri solitari dove nessuno poteva vederlo.
La sua arroganza e prepotenza crescevano di pari passo alla frustrazione e alla tristezza, mai uomo in tutto il regno di Gordon fu così solo ed infelice.
Un giorno, durante una delle sue cavalcate, vide lungo il sentiero una piccola figura; si avvicinò circospetto fino a che non divenne più nitida. Era una giovane fanciulla più o meno della sua stessa età.
-Buongiorno!- Disse la ragazza sorridendo e accennando a un inchino.
-Chi sei?- Le chiese burbero il Principe Marmotta senza neanche rispondere al suo saluto.
-Sono Solaris.-
Il principe rimase sbalordito dalla bellezza incredibile della ragazza; i suoi occhi erano lucenti opali del colore della notte, i suoi capelli nero corvino incorniciavano un volto candido e delicato. Il suo sorriso era radioso come un raggio di sole in un mattino di primavera.
Tutta la sua arroganza svanì alla vista della beltà straordinaria della giovane. Rimase a osservarla senza dire nulla.
-Benvenuto cavaliere- disse infine la ragazza sempre sorridendo- Qual buon vento vi porta dalle nostre parti?-
Il principe Marmotta indossava un elmo per poter coprire il volto. Se avesse svelato la sua vera identità la ragazza sarebbe senz’altro fuggita via all’istante.
-Sono solito venire in questo luogo tutti i giorni.- Rispose il giovane re togliendosi l’elmo.
Ma non successe assolutamente nulla. La ragazza continuò a guardarlo in viso e la sua espressione non mutò quando egli le si presentò in tutta la sua bruttezza.
Waren rimase stupefatto.
-Ma non mi riconosci?- Chiese
-No signore, mi dispiace, ma io non vi ho mai visto! Abitate nel villaggio?-
-Sì, nei pressi del castello.- Mentì.
Il Principe Marmotta aveva deciso di non svelare la sua identità.
-Certo ti ricorderesti se mi avessi visto in precedenza- ironizzò, sfoderando un sorriso amaro -Non hai paura di me?- Chiese alla ragazza.
-Perché dovrei aver paura? Madre natura vi ha dato questo aspetto ma le persone bisogna conoscerle come sono fatte dentro. La bellezza non è garanzia di gentilezza e generosità, conosco persone dall’aspetto gradevole ma che sono però anche molto cattive! Io non vi conosco ancora e dunque non posso sapere se siete malvagio oppure buono.-
Il Principe Marmotta rimase esterrefatto da quelle sagge parole.
-Sì, forse hai ragione ma non tutti la pensano come te. Le persone che mi guardano rimangono inorridite dal mio aspetto e fuggono via senza darmi la possibilità di dire una parola.-
Un velo di tristezza oscurò lo sguardo del giovane. Un istante dopo però l’arroganza riprese il sopravvento.
-Ora fatti da parte. Devo lanciare al galoppo il mio destriero!- Intimò alla ragazza, la quale sempre sorridendo fece un passo verso il lato del sentiero per lasciar passare Waren.
Il Principe Marmotta partì spedito senza neanche salutarla. Questo incontro lo aveva meravigliato e stupito.
Le fate del bosco di Cima Bianca organizzarono un piano segreto. Si recarono al villaggio per indagare sulle malefatte del principe Marmotta. Indossarono logori abiti da mendicante per nascondere la loro vera identità.
Girarono per le strade ascoltando i discorsi dei poveri sudditi vessati dalle ingenti tasse imposte dal regnante. Poi avendo saputo che ogni giorno Waren era solito recarsi ai margini del bosco si appostarono per poterlo seguire.
Puntuale, come ogni mattina, il giovane uscì al galoppo, diretto al solito sentiero. Da diversi giorni ormai si incontrava con la bella Solaris.
La fanciulla aveva attirato l’attenzione di Waren facendo sbocciare l’amore nel suo cuore di pietra. Non era stata tanto la sua beltà, ma la gentilezza di cui la giovane aveva l’animo ricolmo. Avevano parlato a lungo e alla fine Waren le aveva svelato la sua vera identità.
Si era confidato, raccontandole delle sue pene, degli anni trascorsi nella solitudine e della sua infinita tristezza.
Solaris aveva intuito che il giovane al di là del suo aspetto arrogante era in realtà fragile e che la sua malvagità era solo un modo di difendersi da un mondo ostile che non accettava il suo aspetto.
Le tre fate si trasformarono in piccole libellule e seguirono il Principe Marmotta. Lo videro incontrarsi con una bellissima giovane e rimasero molto stupite dal fatto che la ragazza non sembrasse affatto intimorita dalla presenza di Waren. Nimue ebbe piuttosto l’impressione che tra i due giovani vi fosse perfino una certa complicità.
Nimue si avvicinò posandosi su di un fiore in modo da poter ascoltare i loro discorsi. Poi tornò dalle sue compagne per riferire ciò che aveva udito.
-Ma allora il Principe Marmotta si è innamorato!- Esclamò Persy.
-Chi l’avrebbe mai detto…- Aggiunse Doran, la più piccola delle fate.
-Ascoltatemi bene- disse Nimue –Dobbiamo approfittare assolutamente di questa sua debolezza per indurlo a comportarsi come si deve!- Le tre fate si allontanarono in volo verso la base per ordire un nuovo piano.
Waren si era oramai perdutamente innamorato della bella Solaris e decise che lei sarebbe stata la sua compagna per la vita.
Quella mattina si lanciò al galoppo per raggiungere la sua amata ma arrivato sul posto non trovò la sua bella Solaris. Rimase in attesa per un bel po’ di tempo fino a che avvertì un fruscio alle spalle.
-Salve Sire. Cercate Solaris?- Waren si voltò in direzione della voce e vide una piccola vecchina vestita di cenci e dall’aria dimessa.
-Chi sei tu?- Chiese egli con la solita arroganza.
-Io sono Asteria. Devo recapitarvi un messaggio da parte delle fate.-
Il ragazzo rimase sconcertato da quelle parole. – Ma chi è questa vecchia e che cosa vuole?- Si domandò.
-Solaris purtroppo si è dovuta recare sulla vetta del Cima Bianca. Le fate buone del bosco le hanno strappato una promessa- disse la vecchina con la voce tremolante – Dovrà restare sulla montagna incantata fino a che il regno di Gordon non tornerà ai suoi antichi splendori.-
Il Principe Marmotta rimase senza parole.
-Ma che vuol dire? Ma che significa tutto ciò?- Ora l’arroganza faceva spazio al timore di non poter più rivedere la sua amata.
-Io non so altro.- Proseguì la vecchina e pronunciate queste parole si eclissò in una nube di polvere.
Il Principe rimase solo e con la tristezza nell’animo si avviò verso il villaggio.
Quella notte fece un terribile incubo. Sulla vetta altissima del monte Cima Bianca c’era Solaris che gridando gli chiedeva disperatamente di aiutarla. Si svegliò sconvolto e pensò che avrebbe fatto qualsiasi cosa per liberare la ragazza. Iniziò ad interrogarsi sulle parole della vecchina e si fece un esame di coscienza.
Dovette ammettere che da quando suo padre era morto molte cose erano cambiate. Il suo castello era sempre vuoto, la gente viveva in miseria e fuggiva solo se sentiva nominare il re. Forse aveva sbagliato. Ma come rimediare ai torti perpetrati, alle ingiustizie, al dolore causato? Il Principe Marmotta era disperato. Riunì i suoi cortigiani ai quali comunicò di voler cambiare alcune leggi e di voler ristabilire le feste e i ricevimenti.
Questi lo guardarono allibiti nessuno si sarebbe presentato al castello, essi pensarono che Waren fosse impazzito.
In effetti anche se molte tasse furono eliminate la gente del villaggio continuava ad odiare il re. Egli veniva disprezzato soprattutto per il suo aspetto orribile, lo consideravano una sorta di mostro.
Nel frattempo le tre fate, che si erano accordate con Solaris convincendola a collaborare per il bene del Principe Marmotta, seguivano con trepidazione gli inutili tentativi del giovane di riconquistare la fiducia del suo popolo. Furono d’accordo sul fatto che egli non sarebbe mai riuscito da solo a farsi accettare. Decisero di premiare la sua buona volontà e prepararono un ulteriore piano per aiutarlo.
Il giorno seguente Nimue si recò davanti al castello in attesa del Principe Marmotta. Il suo aspetto si era tramutato in quello di bimba di circa sei anni. Lunghe trecce bionde le incorniciavano il volto paffuto e nelle piccole braccia custodiva un bel gattino rosso. Improvvisamente il cucciolo si spaventò alla vista del cavallo e con un gesto fulmineo si svincolò dal suo abbraccio fuggendo in direzione del ponte levatoio.
La bambina si precipitò al suo inseguimento e giunta sull’argine del fossato tentò di scendere per raggiungere il suo gatto che nel frattempo era sgattaiolato in fondo verso il corso d’acqua. Il fango però cedette sotto il suo peso e Nimue scivolò lungo il pendio finendo nell’acqua gelida.
Tutti i presenti si precipitarono sul ponte. La piccola annaspava nella melma verdastra e a ogni movimento sembrava sprofondare sempre più. Nessuno si osava correre in suo aiuto.
Il Principe Marmotta, rimasto in un primo momento impietrito dalla scena, si mosse a compassione e scuotendosi da quel torpore si gettò senza esitazione dal ponte per trarre in salvo la bambina.
Dopo vari tentativi riuscì a trascinarla sulla sponda del canale. La piccola respirava a fatica. Waren la sollevò con delicatezza e con gran fatica scivolando più volte sul terreno melmoso la riportò in cima. Avanzò tra la folla incredula con la bimba in braccio e si diresse verso l’entrata del castello.
-Evviva il nostro re!- Si sentì esclamare una voce e subito dopo un coro si unì al grido di esaltazione.
Il principe Marmotta era finalmente riuscito a riscattarsi agli occhi dei suoi sudditi, mostrando audacia e coraggio aveva scatenato l’ammirazione ed il rispetto di tutti.
La sera stessa Waren ricevette la visita delle tre fate.
Nimue, dopo i convenevoli delle presentazioni, spiegò al re il motivo della loro presenza.
-Sire, siamo giunte da lontano, perché la vostra fama di uomo ingiusto è arrivata fino a noi- disse Nimue -Dunque abbiamo deciso di intervenire chiedendo alla bella Solaris di darci una mano in questo difficile compito.-
A quel nome gli occhi Waren si animarono di un guizzo di passione.
-Ma dove si trova? Cosa le è accaduto?- Chiese con trepidazione.
-Non preoccupatevi mio signore, Solaris vi attende e domani la ritroverete al solito posto. Il vostro coraggio e la vostra audacia vi ha fatto guadagnare la stima dei vostri sudditi e quindi il nostro compito è finito.-
Le tre fate s’inchinarono di fronte al nuovo re e lasciarono in pace e serenità il castello mentre Waren se ne stava con lo sguardo ancora sognante pensando alla sua Solaris e al fatidico incontro del giorno seguente.
-Penso che il nuovo re meriti anche una ricompensa per quello che ha compiuto.- Propose Persy.
-Sono d’accordo anch’io- rispose Doran. La fata più anziana sorrise alle sue compagne.
-E così sia…-
Di buon mattino Waren si lanciò di nuovo al galoppo verso il sentiero dove era solito incontrare Solaris. Si sentiva diverso, non era più l’uomo triste e solitario di una volta.
Il suo castello era di nuovo un brulicar di gente e le persone osannavano il suo nome. Un miracolo aveva cambiato la sua esistenza e questo miracolo si chiamava Solaris.
La vide avvicinarsi con il suo passo elegante, gli occhi luminosi emanavano lampi di luce.
Le corse incontro.
-Ma… sei tu Waren?- Esclamò la fanciulla non appena il ragazzo le fu abbastanza vicino.
-Certo che sono io, amor mio, non mi riconosci?- Rispose stupito il re.
La ragazza non credeva ai suoi occhi: davanti a lei si erigeva una figura imponente, irriconoscibile. I capelli lunghi fluenti incorniciavano un viso perfetto dai tratti eleganti, gli occhi di un blu intenso sembravano due zaffiri color verde mare. Solaris sgranò ancora di più il suo sguardo.
Eppure la voce era proprio quella di Waren.
Si ricordò allora di quello che Nimue le aveva detto il giorno prima avvertendola che avrebbe trovato un uomo diverso completamente cambiato, nell’animo e nell’aspetto.
Le tre fate nascoste ai margini del bosco sorridendo osservavano la scena.
-Abbiamo fatto proprio un capolavoro!- Esclamò Persy
-Sono d’accordo, anzi, direi un lavoro perfetto!- Aggiunse Doran
Nimue si girò verso le compagne.
-Noi abbiamo fatto ben poco è stato l’Amore che ha trasformato l’animo del re!-
Il regno di Gordon aveva finalmente ritrovato il suo antico splendore mentre Waren e la sua bellissima Solaris, si sposarono e vissero per sempre felici e contenti…

Annunci

Informazioni su nunziassuntadaquale

Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Racconti e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

9 risposte a IL PRINCIPE MARMOTTA

  1. newwhitebear ha detto:

    Una bella favola natalizia, quando tutti diventano più buoni. Sì, insomma quasi tutti.
    A tratti un po’ ingenua ma pur sempre gradevole e piacevole da leggere con l’immancabile lieto fine.
    Trascorso sereno e lieto queste due giornate natalizie?
    Un caro abbraccio

    • …diciamo che il la vigilia mi sono beccata una bella multa in divieto di sosta e il giorno dopo è andata giù la batteria dell’auto e sono rimasta a piedi! … forse poteva andare peggio no?

      • newwhitebear ha detto:

        Cose che capitano, anche se disturbano. Meglio una multa che qualcosa di peggio. La multa o la batteria si paga o si cambia, una inciampo più grave può lasciare strascichi spiacevoli.

    • …a proposito della fiaba: è scritta volutamente in uno stile molto semplice e con tutti gli stereotipi di questo genere, è infatti indirizzata ai bambini piccoli!

      • newwhitebear ha detto:

        Infatti ho sottolineato, che pur essendo confezionata bene con tutti gli ingredienti del caso, presenta qualche tratto di ingenua semplicità. Comunque non è facile scrivere una favola per i bambini piccoli.,

  2. Sunderland ha detto:

    complimenti

  3. Stefano Re ha detto:

    L’ho letta ai miei figli (4 e 7 anni) e l’hanno seguita dall’inizio alla fine. Direi che è riuscita.
    Stefano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...