Realtà e Virtualità (Prima parte)

Claudia apre d’improvviso la porta della stanza, con un gesto volutamente brusco, senza bussare.

Ma stai ancora sul computer! Basta, è da stamattina che stai fissa lì sopra! ora alza il tono della voce. Sua figlia la guarda, alza le spalle e continua a guardare sul monitor la pagina aperta di facebook, con tante finestre della chat, chattare contemporaneamente almeno con quattro o cinque persone è il suo passatempo preferito. La donna è esasperata, richiude la porta sbattendola con forza. Un senso di frustrazione la riduce al silenzio. Ha provato di tutto. Ha cercato di farla ragionare, le ha tolto perfino il computer per un lungo periodo di tempo, ma non è servito a nulla, sua figlia ha ricominciato a navigare, e sicuramente più tempo di prima.

Si è perfino rivolta ad un centro di assistenza genitoriale, ha partecipato a numerose riunioni, dove altre madri le hanno dispensato consigli di tutti i generi. Alla fine ha ceduto le armi. Se trascura gli studi, peggio per lei, ripeterà l’anno,  era stato il suo pensiero conclusivo. Ogni tanto però, non può far a meno di arrabbiarsi quando passa davanti alla porta chiusa della cameretta, il pensiero inevitabilmente ci ricade.

Ne ha parlato a lungo con suo marito ma lui non vuole dare importanza a queste sciocchezze.

Figuriamoci, questi ragazzi si divertono così, ai nostri tempi ci si vedeva al muretto, si stava insieme tutto il pomeriggio, oggi per loro incontrarsi sulla rete è normale, si usa così… che ci vuoi fare? questo era stato il suo laconico commento.

I voti a scuola si abbassano paurosamente ogni quadrimestre. L’ultima scheda è un disastro. Valentina è orami nelle spire della sua vita virtuale, anzi oramai tra la realtà e il territorio sconfinato della rete non esistono più netti confini.

Oggi Claudia è decisa: vuole provare cosa significa essere online, creare un doppione di se stessa, proiettarsi in quel mondo irreale e verificarne gli effetti. Si collega ad Internet e crea un account su facebook. Si accorge però di non avere amici da aggiungere alla propria lista. La sua vita di casalinga l’ha in un certo senso emarginata, i figli sono abbastanza grandi e anche le amiche dei tempi della scuola elementare le ha perse di vista. Le conoscenze attuali non sono certo persone avvezze alla tecnologia, si rende conto di quante poche amicizie frequenta nei suoi sporadici ritagli di tempo. Occupa le giornate curando minuziosamente il suo terrazzo. E’ molto grande e l’ha adornato con una grande quantità e qualità di piante, fiori, erbe aromatiche. Adora la sua preziosissima collezione di piantine grasse, allineate ordinatamente come tanti soldatini su una panchetta di legno giallo ocra ,che ha personalmente dipinto e adornato con la tecnica del decoupage. La pulizia della casa richiede molto tempo. Tutto deve essere sempre in perfetto ordine, anche se, a dire il vero, non viene quasi mai nessuno a trovarla.

Ora che ci riflette bene, le sue giornate scorrono nella più completa solitudine. Valentina, chiusa nella sua cameretta, non le rivolge la parola se non a pranzo o a cena e solo per informazioni di servizio. Fabio, suo figlio maggiore, è tutto il giorno all’università e lo vede soltanto alla sera. Suo marito poi, ha la qualifica di capotreno, spesso è in viaggio e oramai i loro rapporti si sono alquanto rilassati, anche se nei suoi confronti Claudia  prova ancora molto affetto. Non ho amici. Questa è l’amara conclusione a cui giunge dopo aver a lungo riflettuto sulla sua condizione.

Il computer lo sa usare, prima di scegliere se dedicarsi al lavoro o alla famiglia, ha fatto un corso di informatica, certo in genere utilizza Internet più che altro per scaricare le ricette o leggere forum su argomenti riguardanti la salute e la gestione della casa, ora vuole provare altro.

Inizierò col cercare i vecchi amici, questo è il suo punto di partenza. Ci vuole un bel po’ prima di stilare una lista dei suoi vecchi compagni di liceo. Di alcuni ricorda solo il nome. Sembra davvero passato un secolo, si sono passati almeno due decenni. Prova a digitare il nome di una sua vecchia compagna di banco. La lista selezionata è molto lunga e si pone anche il problema di come fare a riconoscerla, sicuramente ha cambiato aspetto. Quanti omonimi, troppa gente. Il compito è davvero difficile. Una foto in particolare sembra somigliare alla sua compagna. Prova ad entrare nel suo profilo, è aperto. Informazioni. Ha studiato presso… è lei! È proprio lei, non può essere una coincidenza, anche l’anno di nascita coincide. Ci pensa e ripensa e alla fine le invia un messaggio: 

Ciao Patrizia, sono Claudia D. ti ricordi di me? Abbiamo frequentato lo stesso liceo negli anni 80. Eravamo vicine di banco. Mi farebbe piacere aggiungerti alla mia lista di amicizie. Se invece ho sbagliato persona, scusa per il disturbo.

La curiosità è veramente forte. La sera stessa con ansia apre la pagina del profilo e vede il pallino rosso sopra l’icona dei messaggi. Il cuore ha un sussulto e la paura di una delusione la trattiene nel cliccare. Alla fine si decide. 

Ciao carissima, mi ricordo benissimo di te! Quanto tempo è passato, quante ne abbiamo viste insieme. Sarei felicissima di essere tua amica. Ma perché non ci incontriamo di persona? Io sono in contatto anche con altre ragazze della classe, magari facciamo una rimpatriata. Fammi sapere, intanto ti abbraccio forte. 

Claudia sorride soddisfatta, è riuscita nel suo intento. Ora può inviare la sua richiesta di amicizia.

La nuova avventura ha avuto inizio. Dopo un po’ di sforzi e di tempo la sua lista si allunga, riesce a contattare quasi tutte le sue ex compagne di scuola. Una sera finalmente si incontrano per una cena.

Claudia ha ritrovato il gusto di stare in compagnia, di chiacchierare, di ridere delle piccole cose, di riscoprire il valore dell’amicizia e la cosa più sorprendente è quella di accorgersi che tutto ciò che avviene nella vita reale può essere poi trasferito online. Con le sue amiche può commentare la serata precedente, rivedere le foto, scambiare messaggi e utilizzare la chat. Ora riesce a vedere sotto un’altra prospettiva questa famigerata vita virtuale e pensa che non è poi tanto male. Trascorre meno tempo sul terrazzo e dedica meno tempo alle pulizie di casa. Ora apprezza le sue amicizie nella rete. 

Adesso Claudia però deve risolvere problema di sua figlia. Ora sicuramente è in grado di comprendere, ma non di giustificare, l’atteggiamento di Valentina e non sopporta di vederla sempre incollata a quel video…

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Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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11 risposte a Realtà e Virtualità (Prima parte)

  1. newwhitebear ha detto:

    Non so mi sembra che manchi qualcosa per essere un racconto sia pure di attualità o per essere un’esperienza reale. Diciamo che sta in mezzo al guado. Forse quello che manca ad essere racconto è l’analisi di Claudia sulle sue sensazioni nel ritrovarsi sola, sulle sue emozioni nel ritrovare le vecchie compagne di scuola. Se invece fosse un caso reale, la narrazione è troppo piatta e priva di un reale interesse. Nulla da eccepire invece sullo stile o sulla storia che mi sembrano buoni.
    Buona serata
    Un abbraccio

  2. Alessandra Bianchi ha detto:

    Un racconto che a me è piaciuto molto, sister, perché non porta a una scelta.
    Mi spiego meglio: la mamma scopre la gioia di FB. E’ quindi tutto sbagliato ciò che fa la figlia? In parte, sì, senza dubbio. Però…

  3. johndscripts ha detto:

    Ora è entrata anche lei nel magico mondo dei social-cosi 🙂

    …to be continued 🙂

  4. Stefano Re ha detto:

    Mi piace. Credo che sia il tempo verbale che hai scelto a far sembrare la narrazione, come indica Newwhitebear, “piatta e priva di un reale interesse”. Ma non sono d’accordo e provo a spiegare il perché. Nel presente, come tempo verbale, il momento dell’azione viene visto come contemporaneo al momento in cui si parla, e quindi, in un racconto dove la protagonista vive la quotidianità preoccupante della figlia, mi sembra una scelta molto appropriata. E’ come se fossero indicati nel racconto i pensieri della protagonista come un unicum con la sua azione. Inoltre c’è da considerare che questo post è solo una parte della narrazione e che quindi è una parte preparatoria al resto, al colpo di coda che, e dipenderà da te, trasformerà il tutto in qualcosa che trascende l’ordinarietà del tema. Quindi ti faccio (per ora) i miei complimenti, sperando di non avere esagerato con la spiegazione, che come tutte le spiegazioni rischia l’astrusità e la saccenteria.
    Stefano

    • nunziadaquale ha detto:

      …caro Stefano hai saputo spiegare esaurientemente e con molte argomentazioni il tuo punto di vista, che coincide con il mio! Infatti la scelta del tempo presente non è stata fatta a caso… vuole indicare proprio quello che tu hai colto. Il seguito infatti è un pò più movimentato e racchiude tutto il senso della storia… Grazie della tua assidua attenzione (io purtroppo in questo periodo sono presa dalla preparazione di un altro blog per l’associazione culturale che abbiamo fondato e ho poco tempo… per me le giornate dovrebbero essere di 48 ore!) 😉

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