BELLA

Bella era bassa e grassa. Il suo aspetto fisico le imponeva di indossare abiti larghi ed informi. Il taglio molto corto di capelli le conferiva un aspetto mascolino, erano di un castano scuro, come gli occhi. Le scarpe bassissime e l’andatura pesante  la rendevano ancor più buffa.

Nomina sunt res” cioè i nomi sono le cose, i nomi si identificano con ciò che indicano. Nel caso di Bella questo era l’esatto contrario, la sorte le aveva destinato questo nome che per lei era stata una vera beffa.

Per parecchi anni, fin dalle elementari,  Bella aveva sofferto per questa sua condizione fisica. Spesso era oggetto di derisione dei suoi compagni maschi, mentre le femmine la evitavano accuratamente. Ci stava male, malissimo ma col tempo si era man mano isolata, costruendo intorno a sé stessa una barriera difensiva di completa indifferenza. I commenti e le battute le scivolavano addosso, come acqua corrente, senza lasciare nessuna traccia.

 Il suo primo giorno di lavoro fu accolta dal sorrisino ironico delle sue colleghe, tutte gran donne, affascinanti, curate e molto, molto antipatiche. Gli uomini, dopo l’iniziale interessamento al suo aspetto goffo, non le rivolgevano neppure la parola. Bella continuava la sua vita. Ora si ritrovava alla soglia dei trent’anni, con nessuna storia alle spalle, ma per lei l’Amore era un’utopia. Viveva con sua madre, in un minuscolo appartamento in periferia, suo padre le aveva lasciate da parecchi anni. Tutte le mattine si recava puntuale sul posto di lavoro, uno zio, da parte di sua madre, le aveva trovato un’occupazione presso una piccola fabbrica tessile, ma in amministrazione, come ragioniera. Alle superiori si era diplomata col massimo dei voti e il suo percorso era stato molto brillante, ma ogni volta che si presentava ad un colloquio di lavoro, nonostante le sue credenziali non veniva presa in considerazione. Infine, questo suo zio era riuscito a farla impiegare ed erano passati già quasi dodici anni.

Trascorreva il suo tempo libero in casa, facendo compagnia all’anziana madre, seduta sul divano, davanti al televisore. Le piacevano tanto le fictions, quelle che parlavano di amori impossibili, di tragedie e eventi funesti, ma che finivano sempre nel migliore dei modi. Era la sua maniera di sognare, di vivere  in maniera indiretta, attraverso quei personaggi, delle storie d’amore che non avrebbe mai potuto avere.

Una grigia sera d’inverno, iniziò a guardare una serie televisiva, la cui protagonista in qualche modo pareva assomigliarle. Era una ragazza molto grassa e triste, Giada,  la quale con l’aiuto di una sua amica aveva iniziato a seguire una dieta rigorosa, con l’intento di cambiare la sua vita. Bella si immedesimò talmente in quella storia che iniziò ad imitare il comportamento di Giada. Per prima cosa, seguì la sua dieta alimentare, mangiava le stesse identiche cose che la ragazza della serie si preparava. La si vedeva intenta in cucina, mentre cuoceva del petto di pollo arrosto e l’insalata scondita. Bella a sua volta, mangiava pollo ed insalata. In una certa puntata Giada decise di fare esercizio fisico, per bruciare più calorie. Bella fu presa alla sprovvista, non aveva mai messo piede in vita sua in una palestra. La protagonista insieme alla sua amica iniziarono a seguire ad un corso di aerobica. Giada e la sua amica si dimenavano a tempo di musica, salivano e scendevano dallo step a ritmi sempre più frenetici. Bella infine decise di iscriversi ad una palestra vicino al suo ufficio. Appena usciva dal lavoro si recava ad un corso di aerobica a giorni alterni fino alle cinque del pomeriggio. L’impatto fu notevole, per i primi due mesi si muoveva appena, goffamente arrancava dietro alle sue compagne di corso, fermandosi la maggior parte delle volte a metà lezione, le mancava il respiro, sentiva che le gambe pesantissime, non rispondevano ai suoi comandi. Il terzo mese iniziò a notare che il suo sforzo fisico diminuiva.

Bella, ma ti sei dimagrita?

le chiese al principio dell’estate la commercialista. Bella iniziò ad osservarsi allo specchio ed ebbe il coraggio di salire sulla bilancia, da anni oramai stazionata in un angolo del bagno. Con sua grande sorpresa vide la lancetta fermarsi ben al disotto del peso che ricordava di avere. Nel frattempo, nella serie televisiva, la protagonista aveva perso almeno quindici chili raggiungendo la taglia quarantaquattro. Era stata più brava. Il bello era che, in effetti Giada effettivamente era dimagrita, l’attrice della serie (come aveva saputo dal backstage del film) aveva seguito una dieta ingrassante per poi dimagrire durante le varie puntate. Era dunque una storia vera, nella quale ci si poteva identificare realmente! Bella doveva raggiungere la sua alter ego. Con il caldo dell’estate era davvero faticoso seguire il corso di aerobica, ma questo le consentiva di sudare e perdere peso più velocemente. A pranzo oramai mangiava solo frutta. La sera si accontentava di carne cotta senza condimento e verdure lesse. Un fatidico giorno osò entrare in uno di quelle catene di negozi per teen agers, dove anche la taglia quarantaquattro è davvero minuscola! Le piaceva tanto una maglietta color corallo che aveva visto in vetrina, certo sul manichino faceva una certa figura, ma su di lei, che effetto avrebbe fatto? Si decise, entrò. Trascorse alcuni minuti per scegliere la taglia. Escluse subito la Small e la Media, sicura afferrò una Large e s’infilò nel camerino. Si tolse il camicione grigio perla, che oramai le stava veramente largo. Sotto indossava un pantalone di lino nero, con l’elastico in vita, anche quello oramai sembrava starle quattro volte. S’infilò timorosa la maglietta, era rimasta alle taglie con la doppia X. Con sua grande meraviglia si accorse che le stava larga, molto larga…non credeva ai propri occhi, ma era veramente lei la tizia riflessa nello specchio? Quella maglietta era davvero troppo grande. Si rivestì in fretta e afferrò al volo una taglia più piccola. Rimase ad osservarsi a lungo, davvero era riuscita ad indossare una taglia M? si sentiva al settimo cielo, decise di passare alla prova più ardua, provare un paio di jeans.

Tornò a casa col sorriso sulle labbra. Corse in camera sua e vuotò il contenuto delle buste sul letto. Dopo i jeans aveva provato una camicia, un paio di scarpe col tacco, una canottiera ed una gonna a metà ginocchio.

Bella, sei tornata finalmente! La voce di sua madre si avvicinava.

-Si mamma, sono in camera mia.

Sua madre si fermò in prossimità della porta, rimase interdetta nell’osservare tutti questi vestiti sparsi sul letto.

Ma che ti sei comprata! Si avvicinò, prese ad esaminare ogni singolo pezzo, scuotendo il capo.

Ma queste cose le hai provate? Non ti entreranno mai!

Si mamma, certo che lo ho provate, mi stanno benissimo, sono dimagrita!

La madre la guardò incerta, non si era accorta dei suoi cambiamenti, nella sua mente Bella era sempre stata uguale, bassa e grassa, non sarebbe mai cambiata.

Trascorse un altro mese ed iniziarono le ferie estive. La fabbrica chiuse i battenti per tutto il mese di agosto. Durante quel periodo Bella continuò la sua dieta e il suo esercizio fisico. Per una decina di giorni andarono a trovare i parenti al mare i quali rimasero stupefatti dal suo cambiamento.

Quando ritornò in città la ragazza decise che era ora anche di cambiare il suo aspetto anche sotto altri punti di vista. Si mise alla ricerca di un centro estetico. Cambiò il colore ed il taglio di capelli, un cortissimo caschetto biondo. Si fece sfoltire le sopracciglia ed iniziò a truccarsi, si rifece il look anche alle unghie.

Giada, la protagonista della serie televisiva aveva portato a termine la sua missione, aveva anche conosciuto un ragazzo, si era innamorata e ora viveva felice e contenta e in piena forma fisica la sua storia d’amore.

Il primo giorno di lavoro dopo le ferie estive,  Bella uscì di casa canticchiando, non si era mai sentita così contenta di recarsi in ufficio. S’introdusse nel corridoio dell’amministrazione camminando con un passo studiato, lento con le sue nuove scarpe col tacco. Un vestito azzurro stretto in vita, uno scalda cuore bianco.

Scusi, con chi desidera parlare? Carla, la sua collega, le stava alle spalle. Bella si voltò, sorridente, era chiaro che non l’aveva riconosciuta.

La donna per qualche secondo rimase immobile, senza parole.

Ma Bella, sei tu? Non…ma che ti è successo?

Nulla di ché, ho fatto una dieta. Rispose la ragazza, con evidente soddisfazione.

Per giorni e giorni in ufficio non si parlò d’altro. L’argomento era proprio Bella e la sua trasformazione. Le colleghe incredule facevano congetture sul tipo di dieta e qualcuna sentenziò che sicuramente c’era stato l’intervento del chirurgo. Gli uomini iniziarono a guardarla con altri occhi, ammettendo che la nuova Bella era veramente niente male.

Bella era seduta sul divano, in attesa di uscire per la serata in compagnia delle nuove amiche conosciute in palestra. La sua serie televisiva preferita continuava, mostrando Giada in procinto di sposarsi col suo amato. Sorrise, ripensando ai mesi trascorsi, ai sacrifici e alla sua esistenza passata. La vita aveva ora un sapore diverso anche se si rammaricava del tempo perduto. Ma non c’era spazio per i rimpianti. Prese il telecomando, decise che non avrebbe più seguito le vicende di Giada. Ora aveva voglia di vivere in prima persona, aveva oramai abbandonato il suo involucro goffo ed ingombrante e come il brutto anatroccolo si era trasformata in un meraviglioso cigno bianco.

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Informazioni su nunziassuntadaquale

Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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12 risposte a BELLA

  1. intesomale ha detto:

    ma verrebbe da aspettarsi un seguito

  2. stefano re ha detto:

    Ma sai che anch’io mi aspetterei un seguito?
    Stefano

  3. blogandrealiberati ha detto:

    La semplicità e la scorrevolezza del racconto porta con se anche l’elemento del “si può migliorare” che è una cultura valida da tramandare.
    Mi è piaciuto.
    Andrea

  4. Alessandra Bianchi ha detto:

    Accurato, ben scritto, molto scorrevole.
    L’ho letto con grande attenzione e mi è piaciuto davvero molto. Bella è un personaggio notevole che presto troverà anche l’amore. La vita è fatta di sacrifici, i quali talvolta ripagano chi li compie.
    (Aspetto tue notizie :-P)

    • nunziadaquale ha detto:

      Grazie del commento. Il mio racconto è molto semplice proprio per sottolineare un pò ironicamente certi risvolti della comunicazione e l’impatto che hanno sulla vita delle persone semplici.
      (domani ti mando una mail…)

  5. newwhitebear ha detto:

    Quando la realtà supera l’immaginazione .. Al di là delle battute un bel racconto scorrevole e interessante che stimola il lettore, quasi aspettandosi un sequel che non verrà.
    Una rivisitazione in chiave moderna del brutto anatroccolo, una famosa fiaba di Andersen. Bella è determinata e raggiunge l’obiettivo.
    Complimenti.
    Un grande abbraccio.

    O.T.
    Non so se hai letto la mia replica al tuo commento sul Capitolo 30, per il mese di ottobre quale tra queste due date 7 o 10?

    • nunziadaquale ha detto:

      …ho sempre amato le fiabe in cui le protagoniste sono in grado di mutare il proprio triste destino, la più bella di tutte è Cenerentola, mi sono sempre identificata in questo personaggio. L’importante è essere determinati a raggiungere il proprio obiettivo e dato che il fine giustifica i mezzi…anche una stereotipata serie televisiva può farlo!

      Buonanotte!

  6. Guido Fabrizi ha detto:

    L’apparenza oggi sembra essere la questione fondamentale, fino ad incidere profondamente sull’equilibrio delle persone. Certo che stare in forma fa piacere, ma se la forma condiziona totalmente la vita, diventa tutta un’altra storia…
    La trasformazione in questo caso è positiva ma lo sarà poi veramente? Forse solo a livello cardiovascolare se non esagererà con sovraccarichi da fitness…Il tema è molto interessate , a mio avviso pone la questione sul piano della libera scelta o indotta dal senso comune. Brava. Guido

  7. masticone ha detto:

    Dio per te potrei perdere la testa

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