L’Imponderabile (Settima puntata)

L’uomo seduto sulla panchina in attesa, ebbe un tuffo al cuore nel rivederla. Il battito iniziò ad accelerare in maniera repentina. Si alzò di scatto, per paura di essere visibile e si nascose dietro al profilo dell’albero accanto, in penombra. La seguì con lo sguardo. La sua mente era in un vortice di sensazioni contrastanti. Cos’era? Tristezza, rabbia, delusione, gelosia…non avrebbe saputo dare un nome a quel miscuglio di sentimenti che lo investivano, così all’improvviso, scuotendolo dal torpore di quei giorni tutti uguali, di quei giorni di solitudine nera.

Laura si accomodò nel piccolo giardino del bar, a poca distanza dall’ufficio. Dalla sua posizione l’uomo poteva vederla molto bene. La sua mente iniziò a fare congetture. Ma i minuti passavano e la donna rimaneva assorta nella sua lettura, senza mai alzare lo sguardo. Trascorse circa un quarto d’ora, poi si alzò come per andare via. In quel momento sopraggiunse un uomo alto ed elegante, che si rivolse a lei con un gran sorriso. Lei sembrò rispondere qualcosa e poi gli porse la mano.

In un istante, come colpito da un fulmine improvviso, l’uomo si sentì avvampare il viso, le mani iniziarono a tremare, stava cercando di scattare qualche foto, ma non riusciva a tenere ferma l’inquadratura. Sentì le gambe vacillare e una fitta dolorosa alla bocca dello stomaco. Fece un passo in avanti, la tentazione era quella di correre verso quei due e fare una scenata, si teneva a freno, serrando la mascella, mentre il sangue scorreva velocissimo nel suo corpo in subbuglio. No, devo aspettare che esce. Quando esce, l’aspetto e la metto davanti al fatto compiuto! Oramai la sua assurda ipotesi era realtà. Laura aveva un amante, si davano appuntamento al bar, ogni giorno, per poi vedersi in seguito, chissà dove…In quel breve attimo, col pensiero, scrutò nel nastro dei ricordi, e come in un rewind, ripercorse tutte le volte che in passato sua moglie si era allontanata da casa, con qualche insulsa scusa a cui lui non aveva dato peso. Ma certo, tutte quelle volte che diceva di andare al centro a fare spese…oppure da sua madre. Si, erano tutte scuse per incontrarsi con il suo amante! Una furia violenta ed incontrollabile stava prendendo possesso di tutto il suo essere. Si sedette di nuovo sulla panchina, per vedere le foto che aveva scattato, ma erano mosse, non riusciva a vedere i dettagli dei volti dei due amanti.

Attese con impazienza, mentre la follia gli trapassava la testa. Si immaginava ripetutamente la scena, di quando l’avrebbe affrontata sputandogli addosso la verità. Non si rese conto di tutto il tempo che aveva trascorso, seduto su quella panchina, perfettamente immobile e con lo sguardo fisso davanti a sé. Alcune persone lo avevano notato e lo scrutavano con curiosità e sospetto. Alle tre e mezza l’ufficio postale chiuse. Gli impiegati uscivano a gruppi. Poi finalmente la vide. Attese che la donna fosse sola e si precipitò dall’altro lato della strada.

Le fu davanti, come una visione improvvisa, le si parò difronte col volto scuro e lo sguardo fiammeggiante. Laura si spaventò, fece d’istinto un passo indietro e lo guardò incredula.

Ma che ci fai qui? Sei matto ad arrivare in questo modo, io…-

Ma non ebbe modo di terminare la frase. L’uomo le afferrò il braccio con violenza e cercò di trascinarla via.

Lasciami, mi fai male? Sei impazzito!-

Ti ho visto, ti ho visto, non fare finta di nulla! Sei una sgualdrina! Ora stava urlando. I pochi passanti si voltarono in direzione delle grida.

Ma tu sei pazzo, ma che dici, lasciami stare o chiamo la polizia!

Chi vuoi chiamare? Ma dai, chiama il tuo amante, fallo venire, ne ho anche per quel farabutto, se lo prendo lo…

La donna riuscì a divincolarsi dalla stretta, trovando forza nella disperazione ed iniziò a correre, più forte che poteva. Forse avrebbe potuto raggiungere il portone di casa. In quel tratto di strada non c’era anima viva. Arrivò al semaforo pedonale che segnalava il giallo. Si buttò con uno slancio sulla strada, pregando di riuscire ad arrivare dall’altra parte. Forse lui sarebbe rimasto bloccato sul versante opposto. L’uomo dopo un attimo di stupore, si mise a rincorrerla, col cuore in gola, con quel malessere che gli impediva di respirare bene, sentiva che la rabbia assorbiva completamente le sue forze e non riusciva a correre veloce. La vide, attraversare di corsa la strada, non fece caso al colore del semaforo e si gettò al suo inseguimento, col solo scopo di raggiungere la preda.

Laura aveva percorso solo qualche metro, sempre di corsa, quando sentì il rumore stridulo dei freni di un’auto e un botto, un rumore sinistro le risuonò nelle orecchie. Si girò d’istinto. Col brutto presentimento che la cosa la riguardasse da vicino.

Una scena cruda le si presentò allo sguardo. Un’auto ferma, in mezzo alla strada. Una donna che urlava disperata. Un corpo, il corpo di lui, riverso sull’asfalto. Una grande chiazza di sangue intorno alla testa.

Si è buttato, non ho fatto in tempo…non è colpa mia, il semaforo era verde! La giovane donna continuava a ripetere le stesse frasi, tenendosi la testa fra le mani. Alcuni automobilisti erano scesi dalle auto e qualcuno stava chiamando l’ambulanza. Laura rimase impietrita. Non riusciva a muoversi. La sua mente era impallata. Era rimasta a pochi istanti prima, alla fuga disperata e ora la situazione era completamente cambiata. Trascorsero alcuni istanti, il tempo di elaborare la scena e comprenderne il significato. Poi le gambe risposero al suo comando, invertì la direzione e tornò verso la strada. Il capannello di gente si era fatto man mano sempre più consistente, il corpo immobile dell’uomo s’intravedeva appena tra le gambe della gente accalcata intorno.

Si fece largo tra la folla. –Sono sua moglie, fatemi passare!– Le si aprì un varco, un corridoio di facce impietosite accompagnavano il suo percorso. Infine lo vide. Un corpo, immobile, apparentemente senza vita, le gambe flesse, in una posizione innaturale, un piede senza la scarpa, la macchina fotografica ancora al collo, gli occhi serrati. E quella macchia rosso vivo, che si dilatava, lentamente. _Ma non è morto- diceva qualcuno– –Infatti, respira ancora…-rispondeva un altro. I commenti dei presenti erano voci ovattate, che le arrivavano da lontano. S’inginocchiò per osservare suo marito da vicino.  Le lacrime tracimarono impetuose, e come in una diga che cede all’improvviso, il dolore ruppe l’argine ed iniziò ad inondarle il cuore…

 

Annunci

Informazioni su nunziassuntadaquale

Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Racconto a puntate.... Contrassegna il permalink.

12 risposte a L’Imponderabile (Settima puntata)

  1. keypaxx ha detto:

    Un dramma. Di quelli che si vivono anche, purtroppo, nella nostra cronaca.
    Come spesso accade la realtà ispira la scrittura. Si segue con interesse.
    Un sorriso per la giornata.
    ^___^

  2. newwhitebear ha detto:

    Hai saputo dare il giusto ritmo alla narrazione incalzante e coinvolgente per descrivere prima la gelosia dell’uomo, poi la disperazione della donna.
    Veramente in gamba.
    Un grande abbraccio

  3. stefano re ha detto:

    Bello. Comincio a conoscere Laura… Complimenti
    Stefano

  4. Alessandra Bianchi ha detto:

    Una puntata semplicemente perfetta. Ritmo, suspense, riflessioni, il tarlo della gelosia reso nel migliore dei modi… e la consueta scrittura scorrevole, brillante e precisa.

  5. keypaxx ha detto:

    Sorrisi e serenità per la tua giornata.
    ^___^

  6. ©blu ha detto:

    imponderabile… le azioni umane sono tutte imprevedibili, nel bene e nel male!

  7. danieledivago ha detto:

    Intenso! Continua così. Un saluto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...