Sulla strada…

La striscia di asfalto nero, umida di pioggia rifletteva i colori dell’insegna al neon. La ragazza osservava il gioco di luci, che colorava la notte scura. Guardò l’orologio, erano già almeno quattro ore che era su quel marciapiede,  in attesa dell’ennesimo cliente. Guardava il fondo della strada, camminando avanti e indietro, come una tigre nella gabbia, misurando la distanza tra un lampione e l’altro, a grandi falcate, sui tacchi a spillo vertiginosi. Il suo corpo alto e flessuoso emanava un bagliore argenteo, il cortissimo vestito di paillettes si poteva notare da grande distanza, e come un fanale nel buio fitto della notte attirava le falene nella sua potente aurea.

Udì avvicinarsi un’auto e si volse, ma la riconobbe subito. Scesero due uomini, in tuta tattica, lo stemma ben in evidenza sulla manica destra della divisa.

-Ancora qui? Esordì l’uomo più alto,  con la solita arroganza. La ragazza sbruffò e iniziò a frugare nella borsetta. Tirò il fuori il solito documento.

-Ecco, carta d’identità. Disse porgendola all’uomo. Oramai conosceva la procedura, ogni notte la stessa storia. Sarebbe stata identificata, poi avrebbero stilato il solito verbale, che lei non avrebbe pagato come al solito e poi sarebbe stata invitata a lasciare il marciapiede. Come al solito.

-Intanto si vesta . Le intimò l’altro uomo. Però il suo tono era più professionale, meno scontroso. Questo lo apprezzava, dato che la maggioranza di quegli agenti la trattavano malissimo, le donne non erano da meno.

Raggiunse il limite della strada, dove da dietro un cespuglio  tirò fuori una busta contenente il cambio. S’infilò i fusò e le scarpe da ginnastica. Poi tornò di nuovo accanto all’auto.

L’agente aveva in mano dei fogli. Iniziò a farle le solite domande. Come si chiama, da quanto tempo esercita questa attività, da quanto tempo è in Italia, dove è residente…domande snocciolate con un’espressione atona, quasi annoiata. Lei dava le solite risposte. Alla fine firmò il verbale. Gli agenti risalirono in macchina. L’uomo con la barba, quello più antipatico abbassò il finestrino:

-ora mi raccomando, allontanati e non farti trovare quando rifacciamo il giro!

Dorina li osservò andare via, poi diede un’occhiata all’orologio. Si era meglio andarsene, sarebbero sicuramente tornati e non voleva grane. Comunque aveva guadagnato abbastanza.

Si avviò su una strada laterale e con il cellulare chiamò un taxi.  Durante il percorso incontrò con lo sguardo altre sue colleghe, ancora a lavoro. Le venne in mente il suo esordio, cinque anni prima.

Solo cinque anni, ma sembrava un’eternità, aveva appena ventidue anni, ma se ne sentiva sulle spalle il doppio. Era partita da Tismana lasciando sua madre e quattro fratelli, di suo padre se ne erano perse le tracce. Una sua cara amica le aveva scritto dall’Italia cercando di convincerla a partire, c’era la possibilità di lavorare come cameriera in un pub al centro di Roma. Dorina sognava ad occhi aperti. Roma, bellissima e accogliente, come sulle foto delle riviste patinate o nelle immagini della televisione, strade piene di bella gente, di negozi con tante cose da comprare. Nel suo paese non c’era nulla e molta gente era andata via, erano rimasti gli anziani e i bambini. Un giorno si decise, anche perché sua madre la spronava a partire, aveva bisogno di soldi ed era stanca di provvedere da sola ai suoi cinque figli. Con quello che avrebbe guadagnato in Italia poteva mantenere tutta la famiglia, il posto dove andare già lo aveva trovato. Alina, la sua cara amica, l’avrebbe ospitata per i primi tempi, poi sicuramente poteva trovarsi una camera o un alloggio, con i soldi si può fare tutto.

Un flash improvviso, violento. Un pugno nello stomaco. Ricorda solo il sorriso rassicurante della sua cara amica. Un piccolo appartamento in una zona periferica di Roma. La stanza sporca, in disordine e in fondo, vicino al letto, due uomini. Con un gesto nervoso si tirò indietro i capelli, ricacciando quei ricordi orrendi giù, in fondo, nell’oblio più profondo. Troppo dolore.

Ricorda le prime notti, trascorse sul marciapiede. Lo schifo tremendo, la paura e la voglia di scappare. Poi ricorda i soldi, tanti soldi, anche togliendo la percentuale per lo squalo, erano comunque una bella somma, con cui manteneva sé stessa e la sua famiglia in Romania. Con il tempo ci si abitua, questa era stata la frase che la sua amica le ripeteva in continuazione ed ora doveva ammettere che aveva avuto ragione.

Si era trovata un appartamentino, che divideva con una sua collega. Di giorno dormiva fino a tardi e il pomeriggio aveva iniziato ad andare anche in palestra. La domenica usciva con le sue amiche. Trascorrevano ore a raccontarsi le cose sui clienti. Era divertente.

L’estate, nel mese di agosto, tornava al suo paese. I suoi fratelli studiavano e in cuor suo si augurava per loro un futuro migliore. Sua madre era convinta che lavorasse al pub e qualche volta le aveva espresso il desiderio di venirla a trovare in Italia, ma lei si era ovviamente sempre opposta, accampando come scusa il fatto che non avrebbe potuto ospitarla, non c’era posto.

Il taxi sfrecciava veloce lungo il viale silenzioso. Di notte c’è un’atmosfera particolare. Il tempo pare sospeso, nelle strade deserte regna una tranquillità irreale. Lei le frequenta molto poco di giorno ed è bello godere invece di questo momento che solo pochi hanno il privilegio di provare.

La vibrazione del cellulare la distolse da suoi  pensieri. “Allora? Hai trovato qualcosa?E’ Costelia, una sua amica d’infanzia. Alcuni giorni prima  le aveva inviato un messaggio col quale le chiedeva se poteva trovare un lavoro anche per lei, aveva bisogno di soldi, era disperata, non sapeva come fare. Dorina ci pensò, poi le promise che si sarebbe impegnata a cercarle qualcosa.

Doveva rispondere, anche se la risposta la conosceva sin dal primo momento. Alla fine si decise, sorridendo tra sé, un sorriso amaro:

Cara Costelia, ho trovato un buon posto per te. Ti andrebbe di lavorare come cameriera in un pub al centro di Roma? Se decidi, ti ospiterò per i primi tempi.

 Dorina

 

 

Annunci

Informazioni su nunziassuntadaquale

Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Racconti e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a Sulla strada…

  1. Guido Fabrizi ha detto:

    Ti ringrazio per il passaggio e l’apprezzamento che ricambio con il cuore e l’intelletto.Guido

  2. melodiestonate ha detto:

    bel post………mi piace il tuo blog

  3. ombreflessuose ha detto:

    Scrivi con bravura e cuore. Nella Strada ,da te descritta ,ho respirato l’odore della
    disperazione e della fatica di vivere
    Grazie davvero
    Mistral

    • nunziadaquale ha detto:

      …fa sempre piacere ricevere complimenti corredati da una motivazione del genere! per me significa che sono riuscita a “far vedere” attraverso il mio sguardo quello che vedo e percepisco in ogni situazione, in ogni persona…grazie davvero!

  4. Elena ha detto:

    Mi piace il post ed anche il tuo blog!!

  5. penna bianca ha detto:

    Sei riuscita a ricreare stati d’animo e atmosfere. E con la penna non è poco.

  6. Alessandra Bianchi ha detto:

    Io avevo già letto questo racconto e sono assolutamente convinta di averlo anche commentato. Mistero. Su Splinder queste cose erano usuali, ma qui è la prima volta. Va beh.
    E’ una storia triste e bella, assai attuale. “L’agnello di Dio” sarebbe il sottofondo ideale.
    Bravissima, come sempre!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...