La Gelosia…(Quinta puntata)

La notte è stata interminabile. Trascorsa a rigirarsi tra le lenzuola di quel letto divenuto come una sorta di trappola, dove la mente veniva irretita da pensieri tormentosi, una prigione dalla quale era difficilissimo evadere. Il sospetto era divenuto oramai certezza,  era ossessione. Ora doveva solo vedere, coi propri occhi per avere la prova definitiva. Si alzò molto presto, la luce tenue che filtrava dalla finestra annunciava l’inizio di altro giorno, un giorno importante. La cosa migliore era recarsi molto presto davanti al portone di casa sua, doveva pedinarla, durante tutti i suoi spostamenti. L’incontro con l’amante poteva avvenire in qualsiasi momento. Aveva pianificato tutto durante quella notte insonne, l’uomo era oramai deciso a mettere le cose in chiaro. Lei non poteva continuare a mentire. Gli erano tornate alla mente tante situazioni strane, certe frasi, certi atteggiamenti, che ora alla luce di questa nuova prospettiva assumevano un significato nuovo. Lei stava tramando da molto tempo, di andare via, ora a pensarci bene, era da  almeno un anno che Laura si comportava in quel modo strano. Sempre a lamentarsi, sempre a trovare scuse per rincasare più tardi e quell’indifferenza…Si sicuramente, aveva un altro. Questa idea, si era insinuata lentamente, aveva preso corpo, era divenuto un sospetto e poi infine una realtà vera. Lui ne era pienamente convinto. Ma cosa avrebbe fatto? Come avrebbe reagito se l’avesse colta in fragrante? L’uomo aveva riflettuto a lungo su questo aspetto. Si era imposto di mantenere la calma, avrebbe portato con sé una macchina fotografica e avrebbe documentato tutto. Poi sarebbe andato a casa di sua madre per mostrarle le foto, la vendetta è un piatto che va servito freddo.

Albeggiava, sulla strada ancora deserta, i lampioni emanavano un pallido bagliore. Il giornalaio, sulla parte opposta del marciapiede, riordinava il suo chiosco, nel bar pochi avventori sostavano davanti al bancone, sorseggiando il caffè. Gli giunse un odore penetrante di vaniglia, di cornetti caldi, il suo stomaco accennò ad un borbottio, ma lui tirò dritto, aveva fretta. Si appostò di fronte al portone, dall’altro lato della strada. C’era una sorta di portico, che introduceva in un giardino condominiale, la guardiola del portiere era ancora chiusa, ma tanto sapeva che non c’era quasi mai nessuno, in caso si sarebbe spostato, non voleva dare nell’occhio. Verso le 7.30 il portone si aprì e Laura uscì frettolosamente, dirigendosi verso la piazza. L’uomo guardò l’orologio e scattò la prima foto. Il suo passo era spedito, forse aveva fatto tardi ad un appuntamento, pensò l’uomo. E poi, com’era elegante! Troppo elegante per andare a lavorare…I suoi pensieri si contorcevano sotto il peso opprimente della gelosia, oramai folle.

Laura ora poteva recarsi al lavoro, presso l’ufficio postale, a piedi, da casa di sua madre era vicinissimo. Si fermò davanti alle porte chiuse e citofonò per farsi aprire. Suo marito l’osservava da lontano. Era deluso. Non era quello che si aspettava. Ma sicuramente uscirà durante la pausa, ma si, certo, per non dare nell’occhio. Oggi ho tutto il tempo. Non c’è fretta. Una fila di negozi si snodava lungo il marciapiede, ma le serrande erano ancora abbassate ed il silenzio era strano. Una leggere nebbiolina stava calando, lentamente, i contorni delle cose e delle persone sfumavano nell’aria grigia del primo mattino.

Non sapeva dove poter trovare rifugio. Non poteva starsene in piedi, impalato,  per tutto il tempo. Si guardò intorno e individuò in lontananza una panchina. Non era tanto distante, poteva ugualmente controllare l’uscita dell’ufficio postale. Era dimessa, di un verde scolorito dal tempo, si sedette con le gambe rivolte dilato, per avere la visuale verso la sua destra. Rimase immobile, ad aspettare…

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Informazioni su nunziassuntadaquale

Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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18 risposte a La Gelosia…(Quinta puntata)

  1. mauri53 ha detto:

    stiamo aspettando…..anzi tenendo il fiato……presto sto soffocando
    un sorriso

  2. newwhitebear ha detto:

    La gelosia è una brutta bestia che rode lentamente la mente, come hai ben descritto in questo post.
    Adesso mi siedo accanto all’uomo e aspetto .. Cosa? Non si sa.
    Un caro saluto

    PS
    Sto preparando il calendario di Agosto. Pensi di esserci oppure preferisci settembre?

  3. Alessandra Bianchi ha detto:

    Per me lui è un ossessivo e lei è innocente.
    Mi è piaciuto molto!

    • intesomale ha detto:

      nessuno è innocente. E tutti sono ossessivi. Ritenta, bionda 🙂

      • nunziadaquale ha detto:

        …devo dare ragione ad entrambi…in questa storia è vera l’opotesi di Alessandra…in generale è vero, siamo tutti ossessionati, anche se per motivazioni diversificate. Io per esempio sono ossessionata dalla mancanza di tempo. Ho il terrore di non riuscire a concludere tutte le cose che ho iniziato…e sono tante, anzi, troppe!

      • intesomale ha detto:

        prima regola del raccontare storie: non c’è nulla più di quello che scrivi. Dentro di te puoi immaginare quel che vuoi, ma quando posi la penna, non sei più autore. Io non ho diritto di scegliere cosa succede fuori dai frammenti che invento. Se non l’ho scritto, siete liberi di immaginarlo 😉

  4. ©blu ha detto:

    Ti leggo sempre con piacere!!

  5. stefano re ha detto:

    Molto interessante.
    Stefano

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