L’Orgoglio…(Seconda puntata)

Sono già due giorni che sua moglie è andata via di casa, l’uomo immerso nei suoi pensieri cupi percorre frettolosamente la strada con lo sguardo rivolto in terra, senza guardare niente e nessuno. Ancora non si capacita di quello è successo. La sua donna se n’è andata via, era convinto che non sarebbe mai successo, che la sua era tutta una messinscena per convincerlo a stare al suo gioco, per farlo sentire in colpa, una dei tanti espedienti che hanno le donne per cercare di impietosire i propri uomini; prima ci provano con le lacrime, poi passano alle minacce e poi fanno i bagagli a metà, tanto poi sanno che torneranno…ma sono già passati due lunghi, interminabili giorni. Il cielo è grigio, come il piombo, nuvole cariche di pioggia si ammassano sempre più scure, foriere di una grande tempesta e di tristi presagi. L’uomo non sa cosa dirà, in quale modo cercherà di convincere sua moglie a tornare, in fondo lui non pensa di aver fatto nulla di male, è solo stanco e questo forse ha influito sul loro rapporto. Sono tanti anni che stanno insieme, come possono lasciarsi, come può lui rimanere solo, in quella casa, no non può essere, lei deve tornare.

Il grande palazzone lo sovrasta, sa che all’ultimo piano c’è una donna, forse in attesa. In quel momento la sua mente è affollata di vecchi ricordi…quante volte sotto a quel portone l’aveva attesa, col cuore colmo di emozione…è passato tanto tempo, troppo. Ora l’aspetta un’impresa difficile, lei deve capire che sta sbagliando, non è questo il modo di risolvere la questione, ci vuole un po’ di comprensione..a che servono queste prese di posizione? L’orgoglio non porta da nessuna parte.

Passa parecchio tempo prima che la porta venga aperta, forse qualcuno da dietro spiava.

-Buongiorno Enrico- la madre di Laura è visibilmente in imbarazzo, ma lo invita ad entrare.

-Mia figlia è in camera, ora l’avviso-

L’ingresso buio inghiotte la piccola figura, l’uomo si guarda intorno, quel luogo una volta familiare ora gli appare ostile.Rimane in piedi, per un tempo interminabile, gli viene in mente cosa dire, ma sicuramente non sarà necessario parlare tanto.L’ immagine di sua moglie piano si avvicina, i suoi capelli rossi, così fiammeggianti incorniciano quel volto così pallido e nei suoi occhi c’è una luce diversa.

-Cosa vuoi-

Quella domanda lo coglie di sorpresa, quel tono così freddo non è da lei.

-Dai Laura, facciamola finita con questa commedia, lo so quello che stai cercando di fare, mi stai mettendo alle strette, il tuo è un ricatto sleale…cosa devo cedere in cambio del tuo ritorno?-

Nei suoi grandi occhi verdi c’è un velo di tristezza, guarda il suo uomo, anzi oramai non è più tale, quello che prova ora è solo compassione e ancora tanta rabbia, vorrebbe di nuovo gridare, cacciarlo via senza dire una parola. Respira profondo, deve essere chiara e ferma.

-Ti ho già detto tutto quello che avevo da dire, non torno sulle mie decisioni. E’ finita, lo vuoi capire o no? Noi non abbiamo più nulla in comune, niente ci lega, neppure il passato. In questi giorni ho riflettuto molto ed ora che siamo lontani mi sento molto meglio, perciò il mio problema sei tu e finchè ti avrò davanti non riuscirò a trovare la mia serenità, con te sarei infelice.-

Quelle parole lo colpiscono come un dardo cocente, brucia, sente la mente vacillare, annaspa in quel mare di parole, come un naufrago che sta per affogare cerca un appiglio per salvarsi, ma non lo trova…

-ma che dici? Sei ancora scossa, non sai quello che dici…non prendere decisioni affrettate, poi ti penti, come al solito…tu non ti rendi conto…stai sbagliando…alla tua età, come puoi pensare di gettare tutto alle ortiche…io…-

-ora basta, hai ragione, ho sbagliato per dieci anni e ora me ne sono resa conto, eccome! Ho buttato la mia vita, per inseguire qualcosa che non è mai esistito. Ho rinunciato alle mie aspirazioni, ho sotterrato la mia personalità per cercare di salvare qualcosa che non valeva questo sacrificio. Ora sto rinascendo, respiro finalmente aria nuova, voglio riappropriarmi del mio futuro e tu non ne fai parte.-

Gli volta le spalle, senza attendere la sua replica, ma lui è sgomento, le sue labbra rimangono serrate, la rabbia ora domina tutto il suo essere, l’orgoglio lo inonda di nuovo…apre precipitosamente la porta, con violenza la richiude dietro di sé, si precipita dalle scale. Forse ora realizza nella sua mente quello che sta succedendo, ma rifiuta di crederlo. Quanto ancora durerà questa commedia, l’uomo pensa che sua moglie sia impazzita, gelido un dubbio l’assale, s’insinua nella sua mente, come un chiodo gli penetra dritto nel cervello…forse è tutta una scusa…forse ha trovato qualcuno.

Il suo orgoglio è immenso, non potrà mai mettere in discussione il suo modo di fare, più facile dare la colpa a qualcun altro, più comodo credersi sempre dalla parte della ragione e magari elevarsi a vittima innocente!

….

La giovane donna siede nell’angusta cucina, la tazza bollente del tè riscalda le sue mani. Ha tanto bisogno di un po’ di tepore, ma per il freddo che sente dentro di sé non c’è rimedio, è un malessere che si diffonde in tutto il suo essere, fino in fondo all’anima.

-Laura, prendi una fetta di dolce-

La voce di sua madre la richiama da quel buco nero che sono i suoi pensieri.

-No mamma, non ho molta fame-

Sua madre le porge il piatto speranzosa.

-Ma non puoi andare avanti in questo modo, mangi troppo poco…come farai a sostenerti-

Quanta pena in quella voce, la donna distoglie lo sguardo da quel punto immaginario ed osserva il volto di sua madre. Pare così piccola, la sua figura sembra d’improvviso ancora più minuta e stanca, i suoi fluenti capelli neri sono oramai fili d’argento, così lucenti nel primo sole del mattino. Il tempo è passato senza che lei se ne accorgesse, le persone che ha avuto accanto sembravano non invecchiare mai, ma ora la realtà le appare così cruda, ora che ha imparato a guardare il mondo con calma, senza quella maledetta fretta che incalza continuamente ogni istante gli esseri umani e impedisce di vedere le cose e le persone che cambiano. Già nella sua vita molte cose sono mutate ma lei ha chiuso gli occhi.

-Laura dobbiamo parlare-

Nello sguardo di sua madre scende un velo di tristezza

-No mamma, non ho voglia di parlare…

Lei sa perfettamente quale sia l’argomento.

-non pensi di avere preso una decisione affrettata? Non sono sicura che hai pensato a tutte le conseguenze del tuo gesto!

-Mamma ti prego…-

-Oramai alla tua età che pensi di poter fare? Tuo padre ed io non vivremo in eterno, voglio morire in pace io…voglio vederti serena, felice, io…-

– Basta, sempre i soliti discorsi!-  La giovane donna sente il suo volto andare in fiamme. Si alza di scatto per andare via. Ma è un attimo. Cerca di domare quel senso di ribellione, represso da una vita, oramai è abituata a farlo.

– Mamma, non fare mai più questi discorsi…hai detto che vuoi vedermi felice no?io prima non lo ero affatto, questi ultimi anni sono stati per me un inferno e ora che ho trovato il coraggio di uscirne fuori ho bisogno di tutto il vostro aiuto e la vostra comprensione, non voltatemi le spalle proprio ora!-

La sua voce è una supplica disperata.

 – Ma figlia mia, cosa farai adesso, noi donne abbiamo bisogno di un uomo accanto e poi sei senza una casa, il tuo stipendio non ti permette di vivere da sola…cosa penserà la gente…nessuno vuole avere a che fare con una donna separata-

La tristezza ora si scioglie, in lacrime amare. Sul piccolo volto rugoso scendono lente, lentissime. Lacrime che chiamano lacrime. Laura piange, mentre ora stringe con tenerezza sua madre.  Il senso di colpa è una voragine, che non riesce a colmare. Sapere di dare un enorme dispiacere è la cosa che più la tormenta ma il suo istinto di sopravvivenza prevale su tutto, questa volta non avrà pietà per nessuno, meglio vivere di rimorsi che di rimpianti e questo lei lo ha sperimentato tutta una vita. 

E’ finalmente in strada, all’aria aperta sente che anche il cuore respira meglio. L’immagine di sua madre in lacrime è ancora nei suoi occhi. Ma la vita continua, deve andare avanti. Lei comprenderà le sue ragioni, passerà dalla sua parte.

Il rumore del traffico è un monotono sottofondo, alla fermata del bus parecchia gente attende impaziente. Certo ora il tragitto per andare in ufficio è molto più breve e  questo un po’ allevia la sua pena, un punto a favore per la sua coscienza, qualsiasi motivo può convincerla che ha preso la decisione giusta.

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Informazioni su nunziassuntadaquale

Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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15 risposte a L’Orgoglio…(Seconda puntata)

  1. raffaelespera ha detto:

    quando si fanno delle scelte con il coraggio e la determinazione della protagonista è difficile giudicare dall’esterno, molto più semplice non giudicare che commiserare e impietosire cercando di sminuire il problema e vittimizzando sui sensi colpa. L’Amore deve la sua forza alla sua purezza se non c’è non regge.

    • nunziadaquale ha detto:

      La protagonista purtroppo, non sarà così coerente come sembra, a volte è molto più semplice ritornare sui propri passi e perfino accettare situazioni davvero assurde pur di non affrontare l’ignoto…

  2. rodixidor ha detto:

    Ti lascio un link ad un mio scritto di tempo fa, mi sembra attinente
    http://splinderianememorie.wordpress.com/2011/10/07/macchia-rosa/

    • nunziadaquale ha detto:

      ..beh…direi proprio che è una situazione molto simile vista da un’angolatura diversa, dal punto di vista maschile…in effetti ci ho pensato anch’io a scrivere quella parte, anche se il mio personaggio è molto più superficiale!

  3. Alessandra Bianchi ha detto:

    Una decisione dura, dolorosa per la madre e per lui, tuttavia giusta.
    Un altro grande racconto!
    Un caro saluto*

  4. luporenna ha detto:

    Racconto scorrevole ed interessante, ben scritto. Ammiro profondamente le persone che operano scelte estremamente coraggiose. C’è da dire che un marito così composto nella sua rassegnazione è davvero una rarità. A differenza delle donne gli uomini, mediamente, sono molto, ma molto più imprevedibili, violenti e vendicativi.

    • nunziadaquale ha detto:

      …ma siamo solo all’inizio del racconto e ti assicuro che la rassegnazione non è che una maschera…la violenza e la vendetta, come tu affermi, sono le reazioni più probabili (naturalmente non mi riferisco a tutto il genere maschile!)

  5. ©blu ha detto:

    Forte delle tue parole, vivo come un film… sta a dosso a qualsiasi pelle!

  6. blanca mackenzie ha detto:

    Ammiro sempre il coraggio di compiere una scelta.

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