Coraggio…(Prima puntata)

Ripeto tra me il discorso, almeno per la centesima volta. Un tremore mi percorre le gambe, sale verso la schiena e le spalle. Un senso di nausea mi attanaglia lo stomaco, no non ce la faccio. Meccanicamente apro il frigo, non ricordo più cosa cerco, la mente è come annebbiata e non solo quella. La vista si appanna, lacrime s’affacciano e tracimano come onde impetuose, inutile cercare di trattenere il pianto. Ma non voglio mostrarmi così debole, devo vincere l’emozione, devo corazzarmi, so già che subirò degli attacchi, che cercherà in tutti i modi di ostacolarmi ed io non devo cedere o sarà la fine. Il rimmel colato imbratta la faccia e le dita, con le quali cerco di cancellare ogni traccia. Basta, basta…coraggio!

Ma come intavolare il discorso, è come cercare il filo della matassa, e non lo trovo. Lui è sempre al solito posto, sul divano, che guarda lo stesso odioso programma televisivo. L’espressione seria e contratta, di chi non è felice. Ma allora perché continuare ancora. Mi chiedo come mai solo io avverto questa esigenza di cambiare la mia vita, possibile che lui non s’accorga dell’aridità del nostro rapporto? Possibile che l’abitudine soltanto lo tenga ancorato a tutto questo squallore? Domande a cui solo lui potrebbe rispondere, ma io non trovo il coraggio di fargliele. Con passo incerto m’incammino il soggiorno, sento il cuore accelerare il battito, è come impazzito, lo sento palpitare nella gola, rimbombare nel cervello.

–         Penso che dobbiamo parlare, è inutile trascinarsi-

La frase è quasi un soffio, esce d’improvviso dalle labbra ed è come se la vedessi, aleggiare nell’aria e depositarsi sopra la sua testa.

-Come dici? Di che parli?-

La sua risposta è piatta, inespressiva, mentre lo sguardo rimane incollato allo schermo.

Il suo atteggiamento alimenta la mia rabbia, scrollo di dosso tutti i miei dubbi e punto dritto alla meta.

-Ma davvero non ti sei accorto di nulla? Ma non vedi cosa siamo diventati? Pensi davvero che questo sia il rapporto di due persone che si amano davvero? Io non ne posso più, sono satura. Io..

-Ma sei impazzita? Continuo a non seguirti?

Ora mi guarda, lascia cadere il telecomando e mi guarda. Sono finalmente riuscita a catturare la sua attenzione. Certo abituato com’è al mio silenzio, ora questa reazione impetuosa lo stupisce.

-Allora è peggio di quello che pensavo. Sono quasi dieci che stiamo insieme e forse non ci siamo mai conosciuti davvero. Si, ti ho amato, un tempo eri per me l’universo intero…e forse è stato proprio quello il mio errore. Ho rinunciato a tante cose, io, avrei voluto fare una vita diversa, ma incontrarti è stato come gettare nel vuoto tutti i miei progetti…mi sono illusa, non sei come pensavo!

Sento di nuovo le lacrime salire, con uno sforzo enorme le ricaccio indietro, con tutte le mie forze, non devo cedere, il passato non esiste, il passato è morto.

-Allora, siamo alle solite, voi donne siete tutte uguali…vorreste sempre stare al centro dell’attenzione, sempre coccolate, ma non si può fare l’eterno innamorato, la realtà è ben diversa. Io lavoro tutto il santo giorno, non sto a lamentarmi con te dei problemi che devo affrontare, delle beghe, delle responsabilità…quando torno a casa voglio starmene in pace e riposare, che pretendi? E poi a che cosa avresti rinunciato? Volevi andartene fuori, quando ti ho conosciuto eri senza lavoro, ti ho dato una casa, una vita agiata e questa è la tua riconoscenza?

Ora si è perfino alzato in piedi, mi sovrasta, urla. La mia piccola figura soccombe alla sua altezza, mi sento così sola ed indifesa. Ma dentro la mia ribellione oramai si è accesa ed è come un fuoco che divampa, che brucia tutto quello che trova sul suo cammino.

-Io non pretendo nulla…io chiedo solo di essere amata e rispettata, non sono il capro espiatorio sul quale riversare i tuoi problemi, sul quale sfogare la tua insoddisfazione, il fatto è che noi non ci amiamo più ed è ora di finirla!

Ecco, l’ho detto, la fatidica frase è stata pronunciata. È stato più semplice di quello che pensavo. Ora mi sento leggera, un macigno che avevo sul cuore è stato finalmente rimosso.

Il suo sguardo è ora stravolto, mi guarda incredulo come spettatore di un evento alieno, sulla bocca protesa in una smorfia le parole s’arrestano. Ne approfitto, comincio a vuotare il sacco. Ma com’è pieno, dentro c’è di tutto..risentimento, rabbia, infelicità…un fiume che lo travolge, senza pietà.

Gli occhi ancora bruciano, per le tante lacrime versate. La valigia aperta sul letto è troppo piccola per contenere tutte le cose che vorrei portare via, troppe. Lascerei volentieri i ricordi. Che fardello pesante da trasportare, da trascinare. Raduno le ultime cose, vado via. I pensieri si accavallano, s’intrecciano, non riesco più a pensare con chiarezza, mi sto lasciando andare in quest’onda emozionale che mi trascina, sempre più in basso, nel baratro della solitudine, dell’infelicità.

Lui è ancora sul divano, lo sguardo fisso davanti a sé, non so se finge, ma sembra come indifferente. L’orgoglio è il suo più grande difetto, dilaga nel suo essere, infetta ogni singola cellula del suo organismo, è come una malattia da cui non guarirà mai. Troppe  volte ho cercare di varcare quel muro, è impossibile, sono stremata ed ora mi arrendo.  Ora, osservandolo di nascosto, su quel divano, chiuso nel suo silenzio è come una fortezza inaccessibile, niente e nessuno potrà mai oltrepassare le sue difese. Lo so, so perfettamente cosa sta pensando…è talmente sicuro di se stesso che rimane ad aspettare il mio cedimento, pensa che sto bleffando. Magari al massimo domani sera sarò già di ritorno.

Un ultimo sguardo a queste mura, così fredde ed ostili, torno alla mia vera casa e penso a mia madre, alla faccia che farà vedendomi arrivare all’improvviso, forse è meglio avvertire. Chiudo lentamente la porta, la mia mente immagina l’impossibile, attendo qualche secondo, forse spero si riapra, ma è solo illusione. Scendo le scale, con l’orecchio teso, forse davvero si riapre quella porta, magari lo vedrò scendere di corsa le scale per corrermi dietro, per scongiurarmi di non lasciarlo, per chiedermi di perdonarlo perché ancora mi ama, mi ama tanto, mi ha sempre amato…

Ma il silenzio è una lama sottile, dentro la ferita ed il mio cuore sanguina, un’emorragia inarrestabile.

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Informazioni su nunziassuntadaquale

Osserva e Ricorda. Le immagini scorrono veloci davanti allo sguardo, a volte distratto. Osserva: sensazioni ed emozioni, scivolano addosso, come pioggia leggera e non lasciano traccia, solo una vago sentore di umido...ma osserva meglio, concentra il tuo pensiero su ogni breve istante della tua vita e ricorda... Ricorda la gioia e il dolore. L'emozione che ti avvolge, la disperazione che ti affossa in un abisso buio e profondo. Ricorda le parole, i sorrisi, gli sguardi minacciosi, l'Amore e l'Odio. La Vita e la Morte. Osservo il mondo e traduco i pensieri in parole... http:negliocchienelcuore.wordpress.com
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12 risposte a Coraggio…(Prima puntata)

  1. mauri53 ha detto:

    Se è un racconto è un bel racconto ..se è vita ….che ti sia benevola
    un sorriso

  2. intesomale ha detto:

    e prima, prima di quella sera, l’io narrante ha cercato di far cambiare le cose? O ha solo aspettato che si raffreddassero del tutto?

  3. newwhitebear ha detto:

    L’ho letto in religioso silenzio, gustando le parole e le sensazioni di come un amore muore e sui motivi che lo fanno morire.
    Piccole pennellate di vivere quotidiano con la speranza di risvegliarsi perché è stato un incubo notturno.
    Scritto e sviluppato con molta abilità e intensità.
    Complimenti.
    Un caro saluto

  4. Alessandra Bianchi ha detto:

    Sei una grande scrittrice. Punto. Forse la migliore.
    Se sapessi come linkarti…
    Ma io vengo da Splinder, dove tutto era molto più semplice.

    • nunziadaquale ha detto:

      …grazie dei complimenti! tu esageri, hai pubblicato tutti quei libri, quindi se c’è qualcuno che è veramente ad un livello superiore…quella sei tu! Come dicevo a newwhitebear sono stata tanti anni su Splinder, ma quando ha chiuso i battenti ho preferito anch’io chiudere quella porta sul mio passato, troppo doloroso…non ho salvato nulla, solo un vago ricordo, avevo molti amici, ho ritrovato qui su wordpress per caso solo Briciola. Riguardo al link non è difficile, basta aprire la pagina “aggiungi link” mettere l’url del blog ed è fatta, ora ci provo con il tuo!

  5. lois ha detto:

    Quello che scriviamo racchiude frammenti veri della nostra vita, e quello che spesso esprimiamo racchiude stati d’animo che ci conducono verso scelte insopportabili. Spesso (purtroppo, più spesso di quanto dovrebbe) l’amore poi svela i suoi limiti e le sue difficoltà. A volte ci sforziamo di immaginare storie eterne più grandi e indefinibili di noi, ma anche l’amore è un “fatto” umano. È un’emozione, un percorso che deve essere alimentato, e quando poi ci troviamo a combattere contro i mulini a vento, sopraggiunge l’impotenza ed il senso di insofferenza che ci toglie l’aria. Vorresti non reagire, vorresti fare il meglio affinché le cose possano mutare, perchè sai che quell’amore non può, non deve finire;, ma poi i tuoi sforzi comportano l’annichilimento che ti lascia insonne e senza fiato. Basterebbe un segnale, anche minimo a volte. Ma poi non giunge e allora dopo tanto, troppo tempo, occorre tutto il coraggio per uscire fuori e rendersi consapevoli che si ha una vita propria, che vale e necessita di essere vissuta.
    Sii chiara con te stessa, il coraggio ti aiuterà ad uscire fuori. A rivedere nuova vita e le “piante fiorite” 😉

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